Roma, caso De Rossi: la società appoggia Luis Enrique

Roma, caso De Rossi – Tiene banco a Trigoria il caso che ha visto coinvolto Daniele De Rossi. Il centrocampista si è presentato con qualche minuto di ritardo alla riunione tecnica tenuta da Luis Enrique in vista del match con l’Atalanta ed il tecnico ha escluso il giocatore relegandolo in tribuna. Luis Enrique si è giustificato dicendo che De Rossi “non era pronto“, ma l’ambiente è rimasto un po’ disorientato dalla scelta dello spagnolo. Scelta che  si spiega ricordando la linea condivisa da tecnico e società: il gruppo viene prima di tutto e questo funziona se tutti rispettano le regole che vengono imposte.

Appoggio societario – Il club capitolino, rappresentato dal direttore sportivo Walter Sabatini, ha dato pieno sostegno al tecnico lusitano. Queste le parole rilasciate dal Ds giallorosso a Radio Rai: “Oltre a essere un grandissimo calciatore, solitamente De Rossi non commette errori di questo tipo e negli ultimi mesi è sceso in campo anche in una situazione fisica non ottimale. Il valore che ha attribuito Luis Enrique a questo ritardo è quello di una maniera errata di approcciare la partita, ecco perché ha detto che non era pronto per giocare“. Non sono concesse leggerezze quindi, nemmeno ad una colonna portante come Capitan futuro.

Sconcerto – I compagni di squadra sono rimasti sorpresi dalla scelta, ma Sabatini prosegue: “Come hanno reagito i compagni? Con un po’ di sconcerto, anche perché riguardava un giocatore trainante, però la squadra si è abituata nel tempo a sapere che ci sono conseguenze dopo certi comportamenti“. La Roma deve trovare una continuità di gioco e risultati che passa anche, se non soprattutto, attraverso la condivisione degli onori e degli oneri che il vestire una maglia così importante comporta. Sabatini, a tal proposito, precisa: “Sappiamo che il percorso è duro, ci stiamo consegnando alla mediocrità e dobbiamo toglierci questo pensiero“.

Alberto Ducci