Lucio Dalla: le parole d’affetto dal mondo della musica, da Luca Carboni a Eros Ramazzotti

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Lucio Dalla parole d’affettoLa scomparsa improvvisa di Lucio Dalla ha raccolto in una voce unanime le parole di tanti artisti che con lui hanno condiviso una passione infinita per la musica. Da Pino Daniele ai Pooh passando per Eros Ramazzotti fino a Finardi. Tutti hanno voluto ricordare Lucio Dalla con un piccolo pensiero affettuoso. “Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di un amico come Lucio. Era un grande artista, la sua ironia e la sua genialità ci mancherannodichiara Pino Daniele. “L’ho incontrato e intervistato a Sanremo, sornione, si infervorava non appena si toccasse argomento a lui congeniale come l’arte. Una perdita per la cultura italiana…” racconta invece Omar Pedrini. Per Antonello Venditti, “Muore un amico, un compagno di viaggio per tutti gli anni ’70 e ’80. Muore una parte importante di me”. Anche Luca Carboni: “In questo momento non ho parole. Non so cosa dire. Un vuoto immenso. Lucio e’ stato allo stesso tempo maestro e fratello. Un artista enorme che ha segnato in modo profondo e indelebile il nostro tempo!”.

La solidarietà del mondo della musica – “Non potrò mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: “Olè”. Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci mancherà tanto la sua genialità, era un grande…” dichiara un triste Eros Ramazzotti. Alle tante dimostrazioni di affetto si aggiunge quella dei Pooh: “Lucio, perché così lo chiamiamo tutti da sempre, senza bisogno del cognome, è stato amico e fratello di tutti quelli con cui ha lavorato, cantato o anche solo parlato… Sempre uguale a sé stesso, sempre in equilibrio perfetto con una cultura acquisita e inventata strada facendo. Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte.  Lucio, con la sua continua voglia di stupire e la sua involontaria capacità di piacere al mondo!”. Anche Shel Shapiro non si è sottratto: “Mi ricordo un ragazzino che aveva 23 anni esattamente come me, nel 1966 quando eravamo in tournèe insieme. Io e i Rokes eravamo numero 1 in classifica con “È La Pioggia Che Va” e quando Lucio (ancora poco conosciuto) ed io camminavamo per strada facevamo “l’articolo il”. Lui aveva la brutta abitudine di chiamarmi “scellino” e per tutta la vita mi ha sempre chiamato così e per tutta la vita io me lo ricorderò ventitreenne, ma straordinario anche allora”. Non è stato da meno Sal Da Vinci: “La musica italiana ha perso un suo accento. Addio Lucio, sei scomparso e presente”.

Dario Morciano