Tenuto prigioniero dai familiari perché malato di mente

La stanza chiusa a chiave – L’uomo di 30 anni, con problemi psichici che sfociavano in eccessiva aggressività, era tenuto sottochiave in una stanza senza finestre e protetta da un cancello di ferro all’interno dell’appartamento nel quale vivevano la madre, la zia, il fratello con la convivente e il loro bambino di 4 mesi.

Segnalazione dei vicini – La polizia della stazione di Porta Maggiore a Roma, aveva ricevuto una segnalazione da parte di alcuni vicini a seguito di una lite familiare avvenuta tra il fratello del 30enne e la sua convivente. Giunti nell’appartamento hanno fatto l’agghiacciante scoperta: l’uomo tenuto prigioniero in casa come una belva feroce, viveva in mezzo ai suoi escrementi, che diffondevano un odore nauseabondo in tutto l’appartamento.

Ricoverato in clinica psichiatrica – Ora il giovane è stato ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Giovanni di Roma, mentre il bimbo di 4 mesi e la madre sono stati affidati ai servizi sociali. La polizia sta ora valutando le eventuali responsabilità dei parenti dell’uomo, diventati di fatto i suoi carcerieri, e capire se ci sono gli estremi per emettere a loro carico una denuncia per sequestro di persona. Il vice sindaco di Roma ha espresso lo sdegno per la vicenda auspicando che ai responsabili venga inflitta una punizione esemplare, anche valutando l’aggravante che all’interno di quell’appartamento ai limiti del degrado viveva anche un bimbo di appena 4 mesi.

Marta Lock