Turchia, ordigno a Istanbul causa sedici feriti

Torna la paura – Dopo una breve pausa, la Turchia torna a doversi confrontare con il terrorismo. Un ordigno esplosivo, infatti, è detonato stamattina, alle nove locali, a Istanbul, nei pressi di una sede dell’Akp , il partito del premier Tayyip Erdogan. Nei primi minuti si è pensato che fosse proprio la sede del primo partito turco l’obiettivo degli attentatori, ma gli organi di informazione hanno fatto sapere che probabilmente il segnale di avvertimento era per la Musiad, l’unione degli Indistriali Islamici, che possiede una sede nelle vicinanze.

La bomba, secondo le ricostruzioni della polizia, era posizionata su una motocicletta, ed è stata fatta esplodere, mediante un telecomando, al passaggio di un pulmino della polizia che trasportava ventuno agenti, quindici dei quali sono rimasti feriti; a loro va aggiunto un civile, ma tutti sono definiti “lievi”, e non sono in pericolo di vita.

Nessuna rivendicazione – Per il momento nessuna organizzazione ha rivendicato la paternità del gesto, ma sembrano esserci pochi dubbi nell’attribuire l’attentato agli indipendentisti curdi, che già in passato hanno colpito senza poi uscire allo scoperto; si tratta di una vera  propria piaga per il Paese, che nel corso degli anni ha mietuto circa 40 mila vittime; il premier, che al momento dell’esplosione si trovava ad Ankara, ha fatto sentire la sua voce in conferenza stampa, assicurando: “Siamo determinati a portare avanti la nostra battaglia contro il terrorismo”.

Damiano Cristoforoni