Fmi: il credito ai privati in Italia continuerà ad essere limitato

Per il Fondo monetario internazionale, gli interventi della Banca centrale europea e le riforme strutturali e istituzionali, per quanto abbiano calmierato le tensioni sul debito sovrano e sugli istituti di credito, non hanno fatto ripartire gli scambi sull’interbancario europeo, specie in Italia e Spagna, con le ultime indagini che evidenziano un ulteriore irrigidimento dei criteri di erogazione del credito al settore privato destinato a perdurare soprattutto in Italia. È quanto si apprende da un documento del Fmi reso noto ai partecipanti del G20 dello scorso fine settimana.

La situazione. Per l’Fmi, dunque, per quanto sia troppo presto per stimare l’impatto della prima asta triennale Bce sul credito, l’operazione di rifinanziamento non ha fatto ripartire gli scambi sull’interbancario in Europa e difficilmente stimolerà il credito privato, rimasto al palo il primo mese di quest’anno dopo la forte frenata di dicembre. “I rendimenti sui governativi con scadenze lunghe restano su livelli elevati in particolare in Italia e in Spagna”, si legge nel documento del Fondo, dal titolo “Prospettive economiche globali e cambiamenti di policy”. “I rendimenti sovrani più contenuti, seppur ancora elevati, continuano a tenere sotto pressione i costi di finanziamento del settore privato e le recenti indagini sulle banche mostrano che i criteri per la concessione di credito si sono fortemente irrigiditi ed è previsto che continuino ad essere tali specialmente in Italia”. Così, specifica, il documento, la fiducia del mercato e le prospettive di crescita restano deboli proprio perché manca una soluzione ad ampio raggio della crisi del debito sovrano.

M.N.