La Camera approva il tetto sugli stipendi dei manager pubblici

Il si delle Commissioni- Dopo il parere favorevole del Senato, anche le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei Deputati hanno approvato il testo che prevede l’applicazione di un tetto massimo agli stipendi dei manager delle imprese pubbliche, affermando inoltre che i tagli devono essere operativi da subito. Lo stipendio massimo che potrà ricevere chi occupa un incarico al vertice della Pubblica amministrazione non potrà essere superiore a quello del primo presidente della Corte di Cassazione, ovvero, 300 mila euro. Nel dl semplificazioni è in arrivo anche un emendamento- che dovrebbe essere operativo entre due mesi- per estendere il tetto anche ai manager delle Regioni e delle Authority.

Stipendi d’oro per i dirigenti- Nell’ambito dell’operazione “trasparenza” voluta dal governo Monti- che ha reso pubblici anche i guadagni dei ministri- la scorsa settimana sono stati pubblicati anche gli stipendi dei manager della pubblica amministrazione. Un elenco che ha riservato non poche sorprese. Il più pagato è il capo della polizia Antonio Manganelli, con uno stipendio assai superiore al limite fissato, ben 621.253,75 euro. Podio anche per il Ragionere generale dello stato, Mario Canzio, che arriva a 562,331,86 euro e per il capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, terzo con 543.954,42 euro. Retribuzioni da capogiro se si pensa che la classifica prende in considerazione solo gli stipendi legati all’incarico e non il reddito complessivo dei singoli.
Annastella Palasciano