Rossella Urru: Tanti interrogativi sul suo rilascio

Forse libera. Il sito arabo di al Jazira e il sito mauritiano Sahara media hanno diffuso la notizia della liberazione della cooperante italiana Rossella Urru, rapita tra il 22 e il 23 ottobre del 2011, in un campo profughi nel sud dell’Algeria, da un gruppo dissidente che aveva rivendicato il sequestro con un video diffuso il 12 dicembre scorso. Manca ancora, però, la conferma della Farnesina.

Scambio di prigionieri. Pare che la giovane sia stata rilasciata dal Movimento Unito per la Jihad nell’Africa Occidentale, gruppo dissidente di al Qaeda,  in cambio della scarcerazione di un terrorista tuareg, Abdel Rahman Ould Madou. Il commissario straordinario per il ministero degli Esteri, Margherita Boniver, ha smentito lo scambio dei prigionieri affermando che «certamente non sarebbe nelle intenzioni del governo italiano creare dei presupposti molto pericolosi e non accettabili sotto alcun profilo».

Riscatto milionario. Sarebbero stati chiesti, inoltre, 30 milioni di euro per la liberazione di Rossella e dei suoi due colleghi spagnoli. La notizia, rivelata alla France Presse da una fonte vicina ai mediatori implicati nei negoziati del sequestro,  va presa “con le pinze” perché finirebbe con lo  smentire  la liberazione della cooperante.

Incertezza. Una giornata segnata da un’”amalgama” di angoscia e speranza, quella appena trascorsa, soprattutto  per la famiglia della giovane Rossella. Mentre le fonti africane hanno fornito un numero sempre maggiore di dettagli sul rilascio, infatti, non è arrivata nessuna conferma ufficiale dalla Farnesina. Per questo clima di generale incertezza, Margherita Boniver ha detto che «fino a quando la notizia della liberazione di Rossella Urru non sarà verificata, e le verifiche sono in corso, essa va considerata come non veritiera».

Giovanna Fraccalvieri