Salvo Riina vuole trasferirsi in Veneto, Tribunale dà l’ok

Aveva fatto richiesta a ottobreSalvo Riina, 34 anni, figlio del capo dei capi Totò, aveva comunicato nel mese di ottobre di volersi trasferire a Padova per lavorare in una Onlus, ma la misura di sorveglianza speciale a Corleone con obbligo di soggiorno, seguita ai nove anni di carcere già scontati, aveva impedito l’attuazione del progetto dell’uomo.

Proteste leghiste – All’epoca la notizia aveva scatenato forti proteste da parte degli esponenti della Lega, che si erano detti pronti a creare delle barricate pur di non far entrare in territorio veneto lo sgradito ospite. Ma Salvo Riina, ben determinato a ottenere il trasferimento, aveva presentato istanza al Tribunale di Palermo, chiedendo di poter osservare a Padova la sua misura di sorveglianza speciale. La sua richiesta è stata accolta.

La Onlus – Secondo le prime indiscrezioni Riina presterà il suo servizio presso la Onlus “Famiglie contro l’emarginazione e la droga”, che ha accolto la sua candidatura fornendogli la chance di occupazione nonostante il cognome e il passato pesanti che porta con se. Le reazioni alla notizia sono notevolmente contrariate, sia da parte del sindaco di Padova, che comunque si è detto consapevole di non poter far altro che accettare la decisione della magistratura e di fare quanto possibile per controllare le proteste dei cittadini, che dal leader della Lega Umberto Bossi, che ha definito la decisione come un “attentato contro il Nord” e che il suo partito intraprenderà iniziative affinché il trasferimento non avvenga e per manifestare il dissenso della popolazione.

Marta Lock