Siria: l’Onu media, Obama tuona

Siria: l’Onu media, Obama tuona. L’inviato speciale congiunto di Nazioni Unite e Lega Araba in Siria, Kofi Annan, cerca disperatamente una mediazione, che potrebbe portare ad un cessate il fuoco tra le forze governative di Assad ed i ribelli siriani. Un accordo difficilissimo da trovare.  A Homs, la provincia più martoriata dalle forze di sicurezza del regime, si continua a morire. La Croce Rossa Internazionale non è ancora riuscita a portare al sicuro i feriti e riferisce di essere stata bloccata dalle autorità siriane.  Il quartiere di Bab Amro dell’omonima cittadina è attualmente off limits. Tutto questo a poche ore da un referendum, quello che ha visto la vittoria dell’attuale leader del governo  siriano a larghissima maggioranza, giudicato come una vera e propria “farsa”  anche da diverse nazioni europee.

La Cina vuole la mediazione. Lo ha riferito attraverso un comunicato il Ministro degli Esteri cinese, che ha chiesto al “governo siriano e tutte le parti interessate  – di – fermare incondizionatamente tutti gli atti di violenza, in particolare contro i civili innocenti”. L’indicazione fornita dalla Cina è quella di seguire la strada indicata da Kofi Annan. Dall’inizio della rivolta ci sono stati 7500 morti. Addirittura più di 9000 secondo altre fonti.  E le azioni violente non accennano a fermarsi. Ieri un attentato suicida, che un generale alla guida dell’esercito di opposizione (nel quale militano anche alcuni disertori delle forze regolari) ha spiegato essere una “strategia di regime”, ha provocato la morte di venti persone nella regione di Daraa.

Obama contro Assad.Ha i giorni contati”, ha detto il Presidente americano  durante un’intervista al The Atlantic, mettendo in luce un discreto interesse per le vicende siriane. Il problema – ha spiegato ancora Obama – non è se, ma quando”. Nel contempo però ha descritto l’opposizione siriana come “enormemente divisa”, aggiungendo che “la situazione è resa difficile dal fatto che la Siria è un Paese molto più grande, più sofisticato e più complicato della Libia”. Concetti che erano già stati espressi pochi giorni fa dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che si era detta fortemente contraria rispetto ad un’eventuale fornitura di armi ai ribelli che combattono contro Assad.

In Italia,  La voce della ribellione in Siria passa anche attraverso un gruppo facebook. “Vogliamo la Siria libera”,  conta allo stato attuale più di 3500 membri. Il gruppo “posta” continuamente  ogni tipo di informazione proveniente dalla  Siria, traducendo anche alcuni testi dall’arabo. A gestirlo è una ragazza di 25 anni iscritta al PD, Aya Homsi,  italiana di origini siriane. La Homsi parteciperà , sabato prossimo 10 marzo, all’incontro “Noi e la Siria”, che si terrà a Bologna, presso il circolo del Partito Democratico Andrea Costa

A.S.