Imbottito di cocaina l’assassino di Brescia

Positivo al test – Il test per verificare la presenza di droghe e alcool eseguito su Mario Albanese, il camionista che ha ucciso la ex moglie, il suo compagno, la figlia 20enne della donna e il suo fidanzato coetaneo, è risultato positivo: l’uomo era imbottito di cocaina. Il movente della strage è stato la gelosia ossessiva nei confronti della ex moglie.

La donna voleva denunciarlo Francesca Alleruzzo era terrorizzata dal suo ex, che la perseguitava e la minacciava, la controllava con telefonate continue e inseguimenti,  poco tempo prima si era introdotto in casa della donna alle tre di notte ma non aveva mai cambiato la serratura per paura che la uccidesse, al punto che la donna, spaventata soprattutto dalle ultime frasi pronunciate da Albanese che contenevano aperte minacce di morte, aveva preso la decisione di denunciarlo.

Non ha fatto in tempo – Purtroppo non è riuscita a proteggere se stessa e la sua figlia maggiore. L’uomo ha confessato l’omicidio e il movente, vaneggiando che la donna lo tradiva, anche se erano separati ormai da tempo, e poco dopo l’omicidio ha tentato di uccidersi senza riuscirci in quanto la pistola usata per la carneficina si è inceppata. L’omicida ha risparmiato le tre bambine di 6,7 e 10 anni, nate dal matrimonio con la donna, soccorse dal carabiniere fuori servizio che ha disarmato Albanese, dopo averle trovate in lacrime e sconvolte per aver assistito all’assassinio a sangue freddo della sorella per mano del loro padre.

Marta Lock