L’ultima di Bossi: Berlusconi ragiona come Mussolini

A sentir parlare il leader della Lega, Umberto Bossi, che sabato sera ha partecipato a un comizio a Monza, sembra che il tempo sia tornato indietro. Il Senatur ha lanciato pesanti “bordate” all’indirizzo dell’ex alleato, Silvio Berlusconi, rimandando idealmente indietro le lancette a quel 1994 che sancì la “rottura” e causò la caduta dell’esecutivo guidato dal Cavaliere. Dal sostegno al governo Monti alle indicazioni sul voto per le prossime elezioni politiche, per Umberto Bossi le “sbandate” dell’ex premier non sono, infatti, più tollerabili.

L’interesse di Berlusconi – “Il Cavaliere ha rafforzato il suo appoggio a Monti perché è stato assolto in Tribunale. Prima era un delinquente e poi improvvisamente è stato assolto. Lo sostiene per interesse personale. Questo è poco ma sicuro”. Il leader delle camicie verdi, invitato sabato sera a Monza per un comizio, non ha usato giri di parole per ribadire – al cospetto dei militanti padani – la sua avversione nei confronti dell’attuale governo e della maggioranza che lo sostiene. E per denunciare la “convenienza” che avrebbe spinto il Pdl a cingersi intorno alla “corte” montiana.

Il ragionamento del Duce – A fare indispettire il Senatur è stata, tra l’altro, la recente “uscita” di Berlusconi, che ha invitato gli italiani a non disperdere il voto destinando la propria preferenza ai partiti più piccoli. Una precisazione che – alle orecchie di Bossi – deve essere suonata come un oltraggio insopportabile. “Quel ragionamento lì, prima di lui, lo aveva fatto Mussolini – ha affondato il numero uno del Carroccio – di fare l’accordo tra le forze maggiori e cancellare le forze minori. Però sono cose che non portano da nessuna parte”.

La piazza contro il Professore – Ma nel suo intervento, Bossi non ha scelto di scagliarsi solo contro l’ex alleato. Anzi: “Davanti a leggi inique, come quella sulle pensioni – ha tuonato il Senatur – noi interveniamo usando la piazza come forza. Se Monti non ci ascolta, portiamo giù centinaia di migliaia di persone a Roma e gli facciamo saltare il suo scranno. Perché il Professore – ha osservato il leader del Carroccio – è il campione dell’anti-federalismo,  appoggiato da Berlusconi“.

Incorreggibile Calderoli – A rincarare la dose contro il presidente del Consiglio è stato l’ex ministro, Roberto Calderoli: “Non c’è una persona – ha tagliato corto – che mi sta sulle balle come quello lì”. E ancora: “Sentire Silvio Berlusconi parlare di una grande coalizione – ha spiegato il leghista – sembra un atto contro natura, Berlusconi che si ingroppa Bersani, Bersani che si ingroppa Casini e tutti che si ingroppano la Padania“. Immagini forti, a cui l’ex responsabile della Semplificazione ha voluto ricorrere anche nel gran finale: “Con chi ce l’abbiamo di più tra Monti e Berlusconi? – ha detto Calderoli – In questo momento ce l’abbiamo con tutti e due, perché uno è l‘assassino e l’altro il palo, il complice“.

Maria Saporito