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No-Tav: il pugno duro di Napolitano

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Alla richiesta di incontro avanzata dai sindaci della Val di Susa contrari alla realizzazione dell’Alta Velocità, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto con un fermo no. Il capo dello Stato – che domani si recherà a Torino – ha scelto di non dialogare con i rappresentanti del movimento No-Tav che da settimane protestano per l’ampliamento dei cantieri in valle. Di più: attraverso una nota diffusa nel pomeriggio, l’inquilino del Quirinale ha stigmatizzato le recenti forme di protesta: “L’espressione del sacrosanto diritto di dissenso – ha scritto Giorgio Napolitano – deve escludere il ricorso a violenze e intimidazioni“.

Il no del presidente – “Non posso aderire a incontri in cui si discutano decisioni come quelle relative alla linea Torino-Lione: decisioni che non mi competono, che sono state via via assunte dalle istanze di governo responsabili e che hanno già formato oggetto, nel corso di parecchi anni, di molte discussioni e mediazioni”. Con queste parole il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha formalizzato il rifiuto ai rappresentanti del movimento No-Tav che hanno chiesto d’incontrarlo domani, in occasione della sua visita istituzionale a Torino.

La legalità prima di tutto – Una porta chiusa con fermezza, con la quale il presidente della Repubblica ha lasciato intendere la sua indisponibilità a dialogare con i detrattori del progetto. “Non entro nel merito di contrasti politici – ha precisato in una nota Napolitano – ma considero mio dovere riaffermare il principio di legalità, il rispetto delle leggi e delle forze poste a presidio dello Stato democratico, come supremo valore costituzionale e fondamento della convivenza civile. L ‘espressione del sacrosanto diritto al dissenso su qualsiasi scelta e decisione politica e di governo – ha continuato l’inquilino del Colle – deve escludere il ricorso a violazioni di legge, violenze, intolleranze e intimidazioni come quelle che si sono purtroppo verificate anche negli scorsi giorni in nome dell’opposizione al progetto Tav Torino-Lione “.

L’appello a desistere – Una presa di posizione muscolare, corredata dall’appello rivolto “a quanti restano non convinti della pur rilevante importanza, per l’Italia e per l’Europa, di quell’opera, affinché – ha spiegato il presidente della Repubblica – desistano da comportamenti inammissibili“. “C’è bisogno nel paese di un clima costruttivo nel quale l’attenzione e gli sforzi – ha concluso il capo dello Stato – si concentrino sull’impegno a garantire sviluppo, occupazione, giustizia sociale”.

Maria Saporito

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