Giovanardi: “Politica e associazioni gay hanno manipolato la morte di Dalla”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:41

Giovanardi: “si tratta di manipolazione” – La polemica era esplosa dopo alcune dichiarazioni di Lucia Annunziata: “Vai in chiesa, ti concedono i funerali e ti seppelliscono con il rito cattolico, basta che non dici di essere gay”, aveva detto la giornalista nel corso di ½ H, parlando delle esequie per Lucio Dalla. Alcuni non potevano non cogliere la palla al balzo trasformare quello che era un invito alla riflessione (cui ci siamo uniti anche noi) in un attacco politico ai movimenti per gli omosessuali. Ecco dunque spuntare il nome del cattolicissimo senatore PDL Carlo Giovanardi, che anche stavolta ha perso un’occasione buona per tacere: “Quando si mischia la politica con le associazioni gay, nasce la manipolazioneha dichiarato ai microfoni di TgCom -. Voglio rispettare una persona come Lucio Dalla che non ha mai parlato, in vita, di cose di cui, ora che è morto, non si fa che parlare”. Insomma: nulla contro i gay, purché non ne parlino liberamente. E ha poi aggiunto: “Chi dice che la Chiesa non fa i funerali agli omosessuali?”. A questa domanda siamo certi che potrebbero rispondere in molti, con sua grossa sorpresa.

 

Rosy Bindi: “Prima o poi il tema verrà affrontato” – Anche Rosy Bindi, del PD, ha preso le distanze dalla questione: “Non ho trovato rispettoso nei confronti di Lucio Dalla l’accostamento tra la sua persone e il riemergere dei diritti degli omosessuali nel nostro Paese perché lui non ha mai voluto esternare le sue vicende personali”. Ancora, ai microfoni di TgCom ha proseguito con una vaga – e piuttosto facile – esternazione, in cui ha blandamente affermato la necessità di affrontare la questione in un imprecisato futuro: “[…]penso che arriverà un giorno in cui il Parlamento nel rispetto del pluralismo culturale e nel rispetto della carta costituzionale dovrà assumersi la responsabilità di occuparsi seriamente dei diritti degli omosessuali”. Un po’ a salvare capra e cavoli, che poi in questo caso non farebbero contento nessuno.

 

Franco Grillini: “giornali colpevoli” – L’Onorevole Franco Grillini ha chiarito invece la posizione dell’Italia dei Valori sulla questione: “Uno ha diritto di dirlo e di non dirlo, se è gay – ha dichiarato a TgCom -. Lucio Dalla era gay e lo sapevano tutti, tutta Bologna e la Chiesa Cattolica. Era il segreto meno segreto che ci possa essere – ha aggiunto -. Abbiamo rimproverato un atteggiamento dei giornali: se muore un poveraccio omosessuale, si dice tutto di lui, se muore un omosessuale famoso, nel momento in cui si fa un funerale non si può dire nulla”. Frase che stupisce, se si considera che i giornali sono attaccati proprio per il motivo contrario. Tuttavia proprio quest’ultima affermazione di Grillini può rimandare al nocciolo della questione. La condizione dei gay in Italia è una questione affrontata in modo del tutto marginale dalla politica, che vede in essa un nodo complicato: da una parte si rischia di perdere il voto cattolico, dall’altra il voto progressista, meglio non parlarne e provare a tenerli entrambi. I movimenti per i diritti degli omosessuali sono stanchi, stremati, e sono costretti a cogliere occasione utile per sottoporre l’argomento alla nostra classe dirigente. E’ vero quanto scritto da Enrico Mentana su Facebook: “ma chissenefrega se Dalla era gay!”. Ma possiamo continuare anche a fregarcene di tutti gli altri omosessuali che invece vorrebbero dichiararsi liberamente? Scansare i ciottoli, come insegna Don Abbondio, non serve.

Roberto Del Bove

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