Lucio Dalla e la questione della sua eredità pone un problema etico alla nostra italietta

Lucio Dalla eredità: dell’eredità spirituale e musicale di Lucio Dalla non c’è nulla di cui crucciarsi, molto democraticamente resterà nelle orecchie, magari sui giradischi, più facilmente nei lettori mp3 di chiunque gradirà continuare a frequentare quella musica e quel modo tutto suo di essere buffamente credibile e geniale. Non sarà la medesima giustizia a trionfare per ciò che concerne l’eredità economica del noto cantautore che, com’è noto, non aveva parenti diretti però aveva un compagno, anzi un amore, un giovane uomo che divideva la propria vita con Lucio, che con lui lavorava e viveva: tutti coloro che conoscevano Dalla, gli addetti ai lavori, amici, musicisti, giornalisti, vicini di casa, tutti sapevano che Lucio fosse gay e che avesse un compagno.

Povera Italia bigotta: ricapitolando i beni di Lucio Dalla: case, diritti d’autore, terreni e liquidi verranno ripartiti, secondo la legge, fra i parenti più vicini ovvero cinque cugine di primo grado. Molto esplicitamente starà esclusivamente al personale senso di giustizia, e rispetto verso l’amore che il cugino nutriva per il compagno, di queste cugine la decisione, eventualmente, di riservare anche a Marco, l’amore di Dalla, eventuali beni. Tutto questo accade perché viviamo in un Paese altamente popolato da persone che si ritengono in diritto di stabilire quale forma di amore sia così nobile da meritarsi tutele legali e quale non ne sia affatto degno. Ma che sicuramente avranno dispensato commozione e parole di stima apprendendo della morte del noto cantautore.

Valeria Panzeri