Russia: all’indomani delle elezioni inizia la repressione

Vittoria e repressione – All’indomani dalla vittoria di Putin, con oltre il 64% delle preferenze, gli oppositori si ribellano contro i presunti brogli elettorali testimoniati da diverse fonti. La polizia russa risponde con una feroce repressione dei dimostranti, basti pensare che solo il giorno dopo l’esito delle presidenziali sono stati arrestati almeno 550 manifestanti, di cui 300 a San Pietroburgo e 250 a Mosca.

I manifestanti – Tra gli arrestati, c’è anche il noto blogger Alexei Navalny che ha guidato l’opposizione a Putin in tutta la Russia. “Invitiamo ad azioni pacifiche di disobbedienza civile e non dovremmo andarcene”, ha gridato oggi Navalny per incitare la folla di dimostranti. “Noi conosciamo la verità a proposito di questo governo: è l’autorità dei truffatori e dei ladri”. Il leader del partito nazionale bolscevico Eduard Limonov aveva provato a organizzare un sit-in in piazza Lubyanka, nei pressi del quartier generale della commissione elettorale e dove ha sede la principale agenzia che ha succeduto il Kgb, ma i manifestanti sono stati fermati prima di raggiungere il Cremino.

L’opinione internazionale – L’Osce – l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazine in europa -ha denunciato brogli e irregolarità nell’elezione di Putin. Gli osservatori europei a Mosca affermano che le votazioni sono state “chiaramente alterate” a favore del premier e contrassegnate da “numerose irregolarità” che dovranno essere accertate. Intanto anche il Dipartimento di Stato americano ha affermato che la Russia deve condurre delle indagini “credibili e indipendenti” sulle presunte violazioni elettorali.

La stampa – Novaia Gazeta, il giornale per cui lavorava Anna Politkovskaia e di cui è editore l’ex presidente dell’Urss Mikhail Gorbaciov afferma che “Il gioco è finito”, ”si possono truccare le elezioni, ma non si può ingannare il popolo”.”Vladimir Putin ha vinto le presidenziali con un buon margine”, scrive il quotidiano, ma il potere ”non è riuscito ad aumentare la sua legittimità, messo a dura prova dalle proteste degli ultimi mesi”.

Michela Santini