Milano: Que viva el bandido Litfiba (foto)

Litfiba, Milano, Concerto, Foto. Piero Pelù e Ghigo Renzulli sono tornati, i Litfiba sono tornati. Ieri sera al Forum di Milano hanno dato prova di una grande intesa, un ritorno dal sapore genuino, vero.
La pace tra i due rocker toscani è datata 2009 ma è del 17 gennaio 2012 il primo album di inediti, cui segue una tournée che toccherà le principali città italiane.

Ad aprire il concerto “Squalo”, primo singolo estratto dall’album “Grande nazione” pubblicato online il 25 novembre 2011. Piero, nonostante i suoi cinquant’anni, è un vero leader onstage: completo gessato, nel suo look rock e allo stesso tempo elegante, è una vera star. La carica è quella degli anni d’oro e la capacità vocale è rimasta immutata. Ghigo invece, con un look più “trasandato”, inanella una serie di assoli da brivido, in vero Litfiba-style.
Il palco, molto semplice dal punto di vista scenografico, è contornato da una serie di luci fissate a delle americane posizionate su piani differenti: il risultato visivo è quello di un grande concerto rock con luci, colori e flash che rendono l’esperienza visiva coinvolgente e emozionante.
Oltre ai due leader sul palco quattro musicisti molto validi: Daniele Bagni (basso e cori), Federico Sagona (tastiere e cori), Pino Fidanza (batteria) e Cosimo Zannelli (seconda chitarra e cori).

«In questo mondo di squali c’é chi resiste ancora, Milanooooo»: sono le parole di un Piero Pelù in forma smagliante che, durante tutto il concerto, userà poco le parole per lasciare spazio a canzoni piene di significati sociali e politici.
“Dimmi il nome” è il secondo brano in scaletta, datato 1993: la scelta dei Litfiba sarà di alternare canzoni nuove a pezzi più datati.
Anche se la critica musicale non ha apprezzato l’ultimo album del gruppo toscano, definendolo “troppo pop”, il pubblico milanese partecipa e canta indistintamente anche i brani più recenti. Ne è un esempio “Grande Nazione”, brano tratto dall’omonimo album, dove il pubblico si mostra particolarmente partecipativo e festante.

«Supportate Emergency per l’abolizione delle spese militari»: vengono così introdotte canzoni come “Prima guardia”, tratto dall’album “Terremoto”.
“Barcollo”, “Fiesta Tosta”, “La Preda” e “Luna Dark”: l’alternanza tra vecchio e nuovo continua e la pare essere molto gradita dai fans presenti.
E’ il momento di un piccolo cambio di scenografia: sulle note de “La Mia Valigia” alle spalle della band compare un drappeggio rosso, un sipario su cui vengono proiettate lucine che aggiungono spettacolarità ad uno show visivo veramente notevole.
“Brado” e “Tex” i successivi brani proposti, forse i più coinvolgenti.

Il sipario, apparso precedentemente sul palco, si apre svelando un teschio gigantesco realizzato con colori brillanti e sgargianti.
“Anarcoide” è il brano che precede un particolare ricordo: «Dedico la canzone a Lucio Dalla che ci ha insegnato da più di quarantacinque anni ad essere davvero liberi». Ecco quindi le note di “Lulù E Marlene”, ballata molto rock e suggestiva.
“Gioconda”, “Cane” e “Cangaceiro” precedono una breve pausa che servirà a creare un attesa emozionale per il finale vero e proprio.
C’è tempo per l’ennesima sorpresa scenografica: alle estremità del palco si innalzano due enormi stendardi con immagini di Piero Pelù e Ghigo Renzulli in versione “scheletro” come sulla copertina dell’ultimo album “Grande Nazione”. “Elettrica” ,”Fata Morgana” ,”Sole Nero” e “Lacio Drom (Buon Viaggio)” gli ultimi quattro pezzi in scaletta. I presenti al Forum di Assago sono tutti in piedi ad acclamare la band fiorentina.

Spazio anche a quattro bis, le più famose e amate dal pubblico italiano: “Proibito”, “El Diablo”, “Spirito” e “Ritmo 2#”. Il concerto volge al termine, in un tripudio di applausi e standing ovation.
Se da un lato l’album dei Litifiba non ha convinto molto la critica musicale, è certo che l’energia sprigionata dal live è unica e inimitabile. Piero è un instancabile performer dotato di una capacità vocale e di un timbro unici. Ghigo è un chitarrista di cuore, i suoi assoli, i suoi riff, il suo modo di suonare fanno di lui un vero rocker. “Que viva el bandido Litfiba”.

Pier Luigi Balzarini

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Fotografie di Pier Luigi Balzarini