Marò, Monti avverte il collega indiano Singh: “Giurisdizione è italiana”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57

Marò, Monti avverte Singh. Anche Mario Monti è sceso in campo personalmente, per aiutare i due Marò italiani rinchiusi in carcere in India. Il premier italiano ha avuto un lungo colloquio telefonico col collega indiano Singh, al quale ha ricordato che le dinamiche dell’incidente occorso ai due militari italiani sono ancora da accertare, e che il fatto è avvenuto in acque internazionali, dove la giurisdizione sarebbe italiana. Monti ha poi chiesto a Singh di assicuragli un giusto trattamento per i due Marò, che rispetti pienamente il loro status, e lo ha poi invitato a non mettere in discussione qualsiasi norma del diritto internazionale legata alle missioni di pace ed al contrasto della pirateria, che potrebbero ostacolare la loro importante efficacia.

Si è messa in moto anche l’Ue – Sulla vicenda dei due Marò è intervenuta anche l’Ue, che starebbe già lavorando per trovare una soluzione in tempi brevi, con la Ashton impegnata ad avviare degli importanti contatti. Dall’India però sono arrivate delle dichiarazioni, che di sicuro non saranno piaciute a Monti ed al suo staff, che da giorni è all’opera per risolvere questa delicata situazione. Una fonte ufficiale del governo di New Delhi, contattata dall’agenzia Ansa, ha dichiarato infatti che l’India non riconosce l’immunità legale ai militari impegnati nelle navi per combattere la pirateria, perché tale accordo non sarebbe di tipo globale. Ecco perché il governo di New Delhi sarebbe sempre più deciso ad applicare la legge indiana, che prevedrebbe la pena di morte per i responsabili di casi del genere.

Simone Lo Iacono

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