Riccardi nel mirino: 45 senatori del Pdl vogliono sfiduciarlo

La confidenza consegnata ieri dal ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi, alla collega Paola Severino rischia di causare “sconquassi” inimmaginabili. La condanna della bassezza della politica – fermata in quell’irriverente “mi fa schifo” che ha già fatto storia – ha spazientito molti pidiellini. A capitanarli l’ex Guardasigilli, Nitto Palma, che ha deciso di scrivere una lettera al capogruppo Maurizio Gasparri per chiedere le dimissioni dell’incauto ministro.

I senatori contro il ministro – Le esternazioni di ieri del responsabile della Cooperazione, Andrea Riccardi, hanno spinto moti politici a rilasciare dichiarazioni indispettite all’indirizzo del fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Ma a manifestare maggiore insofferenza sono stati, senza dubbio, i 45 senatori del Pdl che – su iniziativa dell’ex ministro della Giustizia, Nitto Palma – hanno oggi deciso di scrivere una lettera al capogruppo Maurizio Gasparri per “chiedere la testa” di Riccardi.

Dimissioni necessarie – “Lealtà, amicizia e fiducia nei confronti del Pdl – si legge nella missiva – ci ha indotti ad estendere tale lealtà, amicizia e fiducia anche al governo in carica e a tutti i suoi componenti. Ma all’indomani di esternazioni del ministro Riccardi a dir poco scomposte e sguaiate, ci sembra che il ricorso alla mozione individuale di sfiducia nei suoi confronti – hanno spiegato gli irritati pidiellini – sia diventato gesto necessario ed urgente”.

A tutela del governo – “Può darsi che lo strumento regolamentare sia discutibile – hanno precisato i firmatari della lettera – può darsi che le scuse del ministro Riccardi siano apprezzabili, ma per evitare che un governo del quale faccia parte il professore in oggetto non abbia la nostra fiducia ci è parso imprescindibile puntare su un’iniziativa ad hoc del nostro gruppo”.

Maria Saporito