Cina: il mercato nero degli organi umani nasce nelle carceri

Condannati a morte come donatori non volontari – Il ministero cinese della Salute ha reso noto che “a parte un piccolo numero di vittime di incidenti di traffico, la gran parte di organi espiantati viene da prigionieri uccisi”, fatto che è sempre stato negato dal governo. “Parliamo di condannati a morte che possono essere soggetti a qualunque pressione – continua il ministero della Salute – e quindi il loro non può essere un gesto volontario”.

Il crimine – Subito dopo le esecuzioni, gli organi dei condannati deceduti vengono esportati e caricati nelle ambulanze. I profitti di questo traffico sono altissimi e spesso i corpi delle vittime vengono cremati per cancellare le prove del crimine.

La miseria – Da qualche anno il governo cinese ha cercato di regolarizzare questo “mercato nero” per il trapianto degli organi. Secondo queste normative sarebbe obbligatorio il consenso del prigioniero e sarebbe vietata la distribuzione di tali organi all’estero. Purtroppo queste regole vengono tutt’altro che rispettate: fegati, reni, cornee sono immessi nel mercato internazionale, anche via internet. Inoltre molti giovani vendono una parte del proprio corpo per sopravvivere alla miseria che regna nel Paese.

Michela Santini