Europa League, AZ Alkmaar – Udinese 2-0: Martens e Falkenburg rompono il catenaccio

Europa League, AZ – Udinese – Una strana Udinese, rinunciataria e mai realmente in partita, impatta contro l’AZ Alkmaar, prima forza delle Eredivisie, campionato olandese, che riesce a segnare ben due reti ai friuliani, ora costretti all’impresa in casa: serviranno due reti, lo stesso risultato, quindi, per ottenere l’accesso ai tempi supplementari; ne serviranno invece tre per ottenere la qualificazione diretta, ma soprattutto servirà una difesa di roccia per evitare di subirne ancora.

Udinese catenacciara – Nel primo tempo Guidolin schiera una formazione abbastanza difensivista con un 5-3-1-1, con gli esterni di centrocampo che passano più tempo a difendere che ad attaccare: è chiaro che l’Udinese non vuole tornare a casa con troppe ferite. Lanci per un isolato Floro Flores non semplificano la vita alla squadra tantomeno all’attaccante partenopeo, costretto a fare reparto da solo. L’AZ Alkmaar allora ci prova con Holman a più riprese, impegnando Handanovic, sempre attento e preciso. L’unico sussulto degli ospiti è targato Armero, alla fine del primo tempo, che da calcio di punizione costringe Alvarado ad un intervento impegnativo.

Giochi di cambi – Nella ripresa gli olandesi fanno ben capire che il pareggio non è il risultato cui ambiscono e ripartono all’attacco. L’Udinese comunque non dispera e prova a far suo il vantaggio di aver costruito poco, e quindi risparmiato molto, nella prima frazione: Pasquale sfiora di pochissimo il palo con un bel tiro, ma poi l’AZ trova la zampata vincente: Martens, servito in area di rigore, fa secco Handanovic per il goal del vantaggio. Verbeek decide di dare maggior sostanza a centrocampo e di tenere il vantaggio al sicuro: entrano Gudmudsson e Falkenburg, al posto di Beerens e proprio di Martens:  nel finale entra Di Natale, per tentare il pareggio insperato, ma arriva il raddoppio degli olandesi. Falkenburg chiude i conti dimostrando che il cambio dell’allenatore era indovinato. 2 a 0 per l’AZ e qualificazione quasi ipotecata.

Mario Petillo