La versione di Lusi: Questa partita può far saltare il centrosinistra

In una conversazione con un giornalista del programma Servizio Pubblico, l’ex tesoriere della Margherita finito nel mirino degli inquirenti per aver distratto decine di milioni di euro dalla casse del partito ha fornito piccanti aggiornamenti sulla vicenda. Stando al resoconto di Luigi Lusi, infatti, il suo modus operandi veniva “benedetto” da tutti, fatta eccezione per qualche rara eccezione (come Arturo Parisi). Ma è verso l’ex leader, Francesco Rutelli, che Lusi ha inviato gli “strali” più pesanti, lasciando intendere che l’ex sindaco di Roma conosceva bene le operazioni “borderline” compiute dall’ex tesoriere, sulle quali ha invece ostentato incredulità all’indomani dello scandalo. “Questa partita è molto più grande – ha osservato Lusi – Questa partita fa saltare il centrosinistra“.

L’opposizione di Parisi – A sentir parlare Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto almeno 13 milioni di euro dalle casse del defunto partito per foraggiare conti personali ed accendere mutui, la responsabilità di quanto successo andrebbe estesa anche ad altri. “Io lo scontro a viso aperto – ha ammesso l’ex senatore del Pd – l’ho sempre avuto con Parisi perché lui diceva che io facevo le cose sporche per Rutelli“. Un’opposizione troppo risicata, destinata a “soccombere” al cospetto dell’approvazione generale.

Una partita troppo grande – “Se tu hai raccolto 100 lire per strada e non le hai date al carabiniere perché qualcuno passa sempre a richiedere e te le tieni in tasca – ha raccontato Lusi al giornalista di Servizio Pubblico – poi perché ti metti a sindacare pubblicamente e a dire che è giusto restituire i soldi che trovi per terra e che non sono tuoi? Ti stai zitto, no? E invece lui – ha affondato l’ex tesoriere riferendosi a Francesco Rutelli – non sta zitto. Perché non sta zitto? Perché questa partita è molto più grande, fa saltare il centrosinistra“.

Operazioni borderline – Di più: “Io eseguivo ciò che mi veniva detto di fare – ha spiegato l’ex tesoriere della Margherita – ed evidentemente ero per loro affidabile. Erano cose al borderline del finanziamento alla politica, tra il legale e l’illegale”. E sull’origine dello scandalo: “Lei veramente pensa che questa storia è uscita perché la Banca d’Italia è andata a controllare? – ha domandato retoricamente Lusi al cronista – Questa è una guerra vecchia di anni, è una guerra prima contro Rutelli e poi contro il Pd“.

Non sono un Santo – “Chi doveva sapere sapeva”, ha insistito l’ex democratico. “Ho fatto consulenza finalizzata alla verifica del funzionamento contabile del processo di liquidazione degli organi territoriali della Margherita – ha spiegato – e ho scoperto l’ira di Dio. Quando mi hanno chiesto di produrre i documenti, ho detto: li ho distrutti perché sono documenti riservati perché parlavano delle ‘mignottate’ che avevano fatto. E che faccio, me li tengo? – ha continuato l’ex rutelliano – Se sono un tesoriere serio li distruggo perché quello è il ruolo che sto svolgendo. Non sono un Santo – ha significativamente concluso Lusi – ho fatto il tesoriere”.

Maria Saporito