Palazzo Chigi presenta il dossier pro-Tav

E’ stato pubblicato ieri sul sito della Presidenza del Consiglio il dossier di approfondimento nel quale si pone l’accento sulle ragioni a favore della realizzazione della Tav. Un documento scandito in 14 punti in cui il governo ha tentato di spiegare i motivi che lo hanno spinto a benedire il proseguimento dei lavori, nonostante le forti resistenze manifestate dai movimenti locali riuniti intorno alla sigla dei No-Tav.

Sviluppo e competitività – “La linea ferroviaria Torino Lione è una componente essenziale del progetto europeo che ha come obiettivo la realizzazione di grandi direttrici ferroviarie che attraversano gli Stati Membri dell’Unione. La tratta costituisce un investimento strategico per il futuro del nostro paese in termini di maggiore competitività, di abbattimento delle distanze, di prospettive di sviluppo”. E’ questa la premessa al dossier di approfondimento nel quale il governo Monti ha messo nero su bianco le 14 ragioni a sostegno della realizzazione dell’Alta Velocità in Val di Susa.

I costi e le compensazioni – Tra i punti snocciolati nel documento, il capitolo relativo ai costi in cui viene indicata la cifra complessiva di 8,2 miliardi di euro, di cui meno di 3 a carico dell’Italia. Circa 20 milioni di euro (prima tranche dei 300 complessivi) verranno stanziati dal Cipe ”come segno di attenzione nei confronti delle comunità locali coinvolte”, che verranno “ricompensate” con altri 135 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di opere per il territorio.

Le ricadute occupazionali – Oltre 2 mila saranno le persone impegnate direttamente in Italia nella realizzazione della Tav, a cui vanno aggiunti 4 mila lavoratori nell’indotto. Cifre che hanno spinto il governo a rimarcare l’opportunità della realizzazione dell’opera. Stando alle stime riportate sul documento, inoltre, a 5 anni dall’entrata in servizio della linea ferroviaria, oltre 500 persone verranno impiegate stabilmente.

I rischi ambientali – Quanto all’impatto sul territorio: il dossier compilato dal governo sostiene che l’area coinvolta sarà relativamente esigua e che gli abitanti direttamente interessati saranno 40 mila, di cui 35 mila ascrivibili all’area metropolitana di Torino. Stando alle verifiche effettuate, inoltre, la limitata presenza di uranio e radon non implicherebbe rischi per la salute della popolazione, mentre per l’amianto sarebbero state studiate specifiche procedure di sicurezza.

La risposta dei No-Tav – Ma le 14 ragioni esposte nel documento non hanno convinto gli oppositori: il presidente della Comunità montana, Sandro Plano, e 23 sindaci contrari alla realizzazione della Tav hanno ieri inviato una missiva ai segretari dei partiti per chiedere loro “di adoperarsi per l’apertura immediata di un tavolo istituzionale che permetta un confronto nel merito dell’opera, partendo da posizioni non precostituite”. Ed è atteso per oggi l’intervento di alcuni rappresentanti No-Tav dal palco della Fiom allestito a piazza San Giovanni per il grande sciopero nazionale.

Maria Saporito