Processo a Dell’Utri: tutto da rifare

Il senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri, ha potuto tirare ieri un sospiro di sollievo. I giudici della Cassazione hanno, infatti, deciso di annullare il processo a suo carico, con la condanna a 7 anni di reclusione inferta in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. A convincere la Corte Suprema è stata la requisitoria del sostituto procuratore generale, Francesco Iacovello, che ha parlato di “gravi lacune” giuridiche in riferimento alla mancanza di motivazione e di specificazione della condotta contestata al senatore.

La requisitoria di Iacovello – Dopo circa 3 ore di Camera di Consiglio, la Corte di Cassazione di Palermo ha ieri deciso di stoppare la condanna a carico di Marcello Dell’Utri. Un’inversione di marcia clamorosa, verosimilmente favorita dalle parole pronunciate dal procuratore generale, Francesco Iacovello: “Per Dell’Utri – ha detto – non è stato rispettato nemmeno il principio del ragionevole dubbio. L’accusa non viene descritta, il dolo non è provato, precedenti giurisprudenziali non ce ne sono e non viene mai citata la sentenza ‘Mannino’ della Cassazione, che è – ha spiegato il pg – un punto di riferimento imprescindibile in processi del genere”.

Troppa vaghezza – “Il concorso esterno è ormai diventato un reato autonomo – ha osservato Iacovello nella sua requisitoria – un reato indefinito al quale non crede più nessuno”. Di più: “L’imputato viene indicato come il referente o il terminale politico della mafia – ha aggiunto il procuratore generale – ma non significa nulla: non si fanno così i processi, si devono descrivere i fatti in concreto“.

Sollevati e fiduciosi – Un “colpo di reni” che sembra aver convinto i giudici della Suprema Corte, che hanno di fatto annullato la sentenza, aprendo a un “secondo tempo” del processo a carico del senatore. “Siamo sollevati da questa sentenza che accoglie le censure rilevate oggi dalla pubblica accusa – ha commentato uno dei legali di Dell’Utri, Giuseppe Di Pieri – e siamo fiduciosi nel nuovo processo che si terrà a Palermo. La decisione della Cassazione – ha aggiunto il difensore – dimostra che nei confronti di Dell’Utri sono stati fatti dei processi contrari al diritto, e la Suprema Corte, nonostante le pressioni che si sono manifestate in questo ultimo periodo – ha concluso Di Pieri – ha preso una decisione coraggiosa”.

Maria Saporito