Al teatro Argentina: Un tram chiamato capolavoro

Al teatro Argentina: Un tram chiamato capolavoro. Ed ecco finalmente uno spettacolo potente, di quelli che ti tengono attaccati alla sedia, ti lasciano macerare dentro, dentro lo spazio della riflessione. Ecco finalmente uno spettacolo teatrale che se ne frega della tradizione, che osa, che disturba. Un fascio di luci puntate contro il pubblico aprono questo Un tram chiamato desiderio, dal capolavoro di Tennessee Williams qui presentato con la regia di Antonio Latella. Una messa in scena che si presenta, ribaltando l’intreccio del testo originale, come un lungo flash back dal punto di vista di Blanche Dubois, protagonista indiscussa di quest’opera che indaga senza sconti la discesa nell’inferno della follia della donna. Un punto di vista straniante dunque, che il regista campano asseconda presentando il dottore, interpretato da Rosario Tedesco come una sorta di direttore di scena, che guida i movimenti degli attori. Il pathos è come anestetizzato, represso, fino all’esplosione del secondo atto, denso di momenti visivamente memorabili, grazie anche ad una colonna sonora che non ha paura di spaziare nell’universo rock passando con disinvoltura dai Led Zeppelin ai System of Down.

Intepreti. Certamente la regia di Latella è servita dall’ottima prova del cast. Su tutti Laura Marinoni che riesce a restituire una Blanche  originale e per nulla dipendente dal modello ingombrante di Vivian Leigh nel celebre allestimento cinematografico di Elia Kazan. A farle da spalla Vinicio Marchioni, il freddo della serie tv Romanzo Criminale, alle prese con lo Stanley Kowalsky mito di Marlon Brando. L’attore confermandosi una delle migliori novità nel panorama italiano teatrale e non, riesce a proporre un personaggio di carnale brutalità, in grado di sprigionare tutta la carica animalesca che la parte richiede. Accanto a loro anche gli altri interpreti Elisabetta Valgoi, Giuseppe Lanino e Annibale Pavone danno il meglio di loro stessi, lasciando il palco, alla fine, in un tripudio di applausi.