Giarda e la speranza di migliorare i servizi abbassando le tasse

In un’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera, il ministro per i Rapporti col Parlamento, Piero Giarda, ha parlato di “spending review” e della speranza del governo di migliorare gli standard qualitativi dei servizi offerti alla cittadinanza. Un programma ambizioso, reso ancora più impegnativo dall’auspicio di ridimensionare la pressione fiscale.

Migliorare i servizi – “La nostra attenzione è concentrata sulle risorse impiegate per il finanziamento dei servizi delle amministrazioni centrali, nel complesso quindi circa 100 miliardi di euro destinati alle spese di personale, di funzionamento e ai consumi intermedi”. Il ministro per i Rapporti col Parlamento, Piero Giarda, è partito da questa osservazione per spiegare sulle colonne del Corriere della Sera l’intenzione del governo di intervenire entro tempi ragionevoli per potenziare le risorse da destinare ai servizi pubblici.

No agli sprechi, sì alla produttività – “L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese – ha puntualizzato Giarda – senza aumentare la spesa, di favorire l’ammodernamento e l’efficienza della Pubblica amministrazione. Ridurre gli sprechi, le duplicazioni, favorire l’aumento di produttività“.

La speranza di abbassare le tasse – In che modo? “Bisogna intervenire sulla struttura di produzione dei servizi pubblici per garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati – ha spiegato il ministro – senza causare tagli non necessari dell’offerta dei servizi. Ma si può fare anche di più. La speranza è di reperire fondi da destinare alla riduzione della pressione fiscale o a misure per lo sviluppo”.

Collaborazioni necessarie – Obiettivi ambiziosi, che per Giarda potranno essere centrati solo attraverso una proficua collaborazione tra i vari dicasteri. “L’avvio degli interventi concreti – ha detto – sarà frutto di una decisione collegiale. La collaborazione con i vari ministeri si sta intensificando. Gli stessi ministri organizzano gruppi di lavoro interni ai loro dicasteri per avviare i processi di revisione della spesa. Il primo passo – ha precisato il ministro – sarà la rinegoziazione dei contratti di fornitura di beni e servizi in scadenza tra il 2012 e il 2013 e la revisione di alcuni programmi di spesa non più prioritari”.

Maria Saporito