Marò, ministro Terzi: Sotterfugio della polizia indiana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:13

Marò, Terzi: Sotterfugio polizia. Secondo quanto riferito oggi al Senato dal Ministro per gli affari esteri Giulio Terzi, la Enrica Lexie lasciò le acque internazionali per entrare in quelle indiane ed attraccare al porto di Kochi a causa di un “sotterfugio della polizia locale che ha chiesto al comandante della Lexie di contribuire al riconoscimento di alcuni sospetti pirati”. Il capo della Farnesina ha poi spiegato che “non aveva l’autorità, né il titolo” per impedire al comandante della nave di modificare la rotta (dopo la richiesta della polizia indiana). Il comandante accettò di dirigersi verso la terraferma dopo il benestare dell’armatore propritario della Lexie.

Prelevati con la forza.  In quel momento, non esisteva “aclun sospetto” sulle reali intenzioni delle forze dell’ordine indiane, che una volta saliti sulla nave avrebbero praticamente costretto i due marò a scendere “nonostante un’opposizione fermamente opposta dalle nostre autorita’ diplomatiche e militari presenti sulla Lexie, mi riferisco – ha aggiunto il ministro – al console generale Cutillo e all’intero team formato dall’ambasciatore a New Dehli, dall’addetto per la difesa e dagli esperti legali”.  In quel momento, utilizzare la forza avrebbe portato a “conseguenze molto più gravi”.

Giuristi internazionali e impegno Ue.  E’ stato predisposto un team di “qualificatissimi giuristi internazionali ed avvocati indiani di fiducia”, ha spiegato ancora Terzi. Le parole del ministro hanno fatto da eco alle dichiarazioni di Mario Monti  di qualche ora prima. Il premier ha infatti riferito di un “forte impegno Ue” riguardante la difficile situazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri del S. Marco attualmente in carcere a Trivandum.  Il sostegno dei “grandi paesi amici” citati da Terzi c’è ed è anche piuttosto interessato. Potrebbero infatti essere piuttosto gravi le ripercussioni di un mancato giudizio in patria dei due marò italiani. “I nostri partner – ha concluso Terzi- sono preoccupati del pericolo che la vicenda possa avere ripercussioni sull’efficacia dell’azione di contrasto alla pirateria” e desiderano che “i militari impegnati in operazioni di pace e in azioni antipirateria vengano giudicati dai loro Paesi”.

A.S.

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