Siria, l’Onu aggiorna le cifre del massacro: “Ottomila le vittime in un anno di proteste”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:35

Siria, Onu conta già ottomila vittime. Tra pochi giorni la rivolta siriana contro il regime di Bashar Al Assad compierà un anno. Nel corso di questi 12 mesi le proteste contro il discusso capo di stato di Damasco sono state numerose, e si sono estese a tappeto su tutto lo stato siriano. Ma ciò che ha fatto notizia in tutto il mondo, è stata la tremenda repressione che il regime ha portato avanti in questi lunghi mesi di lotta, che ha portato all’uccisione di migliaia di persone. Stando ad una stima dell’Assemblea Generale dell’Onu, pubblicata dal suo presidente Nassir Abdulaziz al-Nasser, le persone cadute per mano del regime sarebbero ottomila, e la maggior parte di queste sarebbero donne e bambini.

Al-Nasser: “Comunità internazionale responsabile” – Nassir Abdulaziz Al-Nasser ha continuato il suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu, dicendo che le violazioni dei diritti umani in Siria sono oramai diffuse e sistematiche, e che la comunità internazionale ha una sua responsabilità su questa situazione, divenuta abbastanza grave ed insostenibile. Intanto i combattimenti tra i ribelli e le forze fedeli al regime continua. Ad Homs c’è una vera e propria lotta, che va avanti quartiere per quartiere: a Karam Al Zeitoun sono stati ritrovati i corpi senza vita di 26 bambini e 21 donne, caduti sicuramente sotto i colpi dell’artiglieria del regime, che da giorni bombarda senza sosta la città. Nella regione montuosa di Idlib invece sono morti 9 lealisti, che hanno subito un’imboscata dell’esercito ribelle, che si è nascosto proprio in quella zona.

Simone Lo Iacono

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