Stanco di vivere sotto scorta Lo Verso torna a casa

Nascosto al nordStefano Lo Verso, pentito di mafia noto per aver favorito la latitanza di Provenzano, diventato collaboratore di giustizia nel febbraio del 2011, era stato sottoposto al programma di protezione e trasferito in una località segreta del nord Italia. Profondamente pentito del suo passato criminale Lo Verso si è dimostrato fondamentale per portare alla luce i rapporti tra mafia e politica, omicidi ed estorsioni.

Continuerà a collaborare senza protezione – La sua decisione è molto clamorosa quanto rischiosa, poiché ha scelto di voler tornare a casa a Ficarazzi per stare vicino ai propri cari, pur volendo continuare le sue accuse e dichiarazioni contro la mafia. Lo Verso sostiene di essere stanco di scappare, e di non vergognarsi di aver puntato il dito contro Cosa Nostra, anzi secondo lui dovrebbero essere proprio gli esponenti mafiosi a essere isolati e allontanati per gli atti orribili che commettono, non chi ha il coraggio di far venire a galla la verità e di combattere l’organizzazione.

Vergogna per il suo passato – Lo Verso aggiunge che la vergogna che prova è invece per gli atti compiuti quando era un affiliato alla mafia e che attraverso la sua collaborazione con la giustizia ha ritrovato la sua dignità di uomo che gli permette di andare in giro a testa alta e di accettare senza paura le minacce di morte da parte di Cosa Nostra, precisando che preferisce morire da pentito che vivere da mafioso.

Marta Lock