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Elezioni ed accalappiacani a Cernavoda

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Cernavoda, tornano gli accalappiacani. Succede ancora, nonostante le proteste di stampo internazionale dell’ultima volta, circa un anno e mezzo fa. A Cernavoda sono tornati in campo gli accalappiacani. La strategia – racconta Save The Dogs dal suo sito – è quella di sempre: assecondare la parte di opinione pubblica favorevole alle catture per permettere alla sindaca di essere rieletta alle prossime elezioni comunali”. Rastrellamenti che coinvolgono cani già sterilizzati, mansueti e sani. Di contro, ci sarebbe un medico che , giudicandoli tutti “malati incurabili” ne autorizza di fatto la soppressione. Quest’ultima, racconta ancora l’associazione che si avvale della collaborazione di diversi volontari sul posto e che vede la sua presidente fare la spola tra l’Italia e la Romania avviene, esattamente come due anni fa, all’interno del canile di Costanza. Alcuni attivisti nel 2010 filmarono ciò che venne definito come un vero e proprio orrore.

Porte aperte al canile di Cernavoda.  Fu, ai tempi, la ditta Almfob a venire denunciata dalla stessa associazione animalista; la medesima ditta che in questi giorni avrebbe riottenuto l’incarico per svolgere le operazioni di cattura. Nel 2010 l’episodio destò un tale scalpore che se ne interessò pure l’allora ministro degli Esteri Frattini. Per tamponare l’emergenza, nonostante l’inevitabile sovraffollamento, il canile di Cernavoda, gestito da Save The Dogs, ha deciso di bloccare le sterilizzazioni, in favore dell’accoglimento di quanti più pelosi possibile. Le risorse limitate non permettono infatti il perseguimento dei due obiettivi in contemporanea.  I volontari – che vedono così vanificata parte del loro lavoro – invitano a protestare civilmente via mail, scrivendo direttamente al sindaco di Cernavoda.

A.S.