Malpaese: allarme corruzione

Allarme corruzione – I fatti eclatanti emersi negli ultimi giorni parlano chiaro: la corruzione non ha cessato di essere il più grande male che inquina la politica italiana. A vent’anni dall’ondata di Tangentopoli, quel sistema malato di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti è tutt’altro che defunto. L’Unione Europea e la Corte dei Conti sono i primi a ricordare al governo l’importanza di varare una legge in merito, legge da cui però si sembra essere ancora lontani viste le posizioni, non accomodanti, radicate nel Pdl.

Emergenza nazionale – I casi riguardano i livelli più alti del mondo politico e da nord a sud non risparmiano nessun schieramento. In ordine: Lombardia, “Per montare affari immobiliari era necessario passare da lui”, “Denaro diviso fra Pdl e Lega Nord”, queste le nuove rivelazioni nell’inchiesta che riguarda Boni, presidente leghista del consiglio regionale lombardo. Caso Lusi e trasferimento di 866 mila euro dalla Margherita alla fondazione di Rutelli. Tangenti in Toscana, indagati Gamberale e l’esponente Pd Conti per  aver fatto sparire 29 milioni di euro nell’ambito di un progetto sulla bretella tra Prato e Lastra a Signa. Emilia Romagna,  Il governatore Errani al centro di un’indagine per falso ideologico. Bari, il sindaco Emiliano coinvolto nello scandalo che ha portato all’arresto di Imprenditori, professionisti e dipendenti comunali per coperture e complicità nella costruzione di opere edilizie.

Irene Fini