La prima volta di Monti a L’Aquila: Visione collettiva per ricostruire

Mentre le trattative per la riforma del mercato del lavoro continuano a tenere banco a Roma e nel resto del paese, il premier Mario Monti ha ieri raggiunto la città dell’Aquila per partecipare al Convegno dell’Ocse dedicato alla ricostruzione della città. Il Professore – alla sua prima visita nel capoluogo abruzzese “ferito” dal sisma – ha tentato di fornire una fotografia quanto più ottimistica possibile: “C’è grande voglia di fare – ha osservato – L’entusiasmo è palpabile”.

Il governo a sostegno della ricostruzione – “Sono passati 35 mesi dal terremoto e L’Aquila ha mostrato una capacità di coesione molto forte e l’orgoglio di rimettersi in piedi e intraprendere un percorso di ricostruzione e sviluppo“. A dichiararlo ieri, nel corso del Convegno organizzato dall’Ocse, è stato il presidente del Consiglio, Mario Monti. “So bene che ci possono essere stati momenti di tensione tra le persone e le istituzioni – ha continuato il premier – ma qui serve una capacità di visione collettiva: oggi è l’imperativo per la rinascita. Il governo dal canto suo – ha assicurato il Professore – accompagnerà il processo favorendo in modo alto la ricostruzione”.

Ferita al cuore – “Le esperienze di altri terremoti – ha fatto notare il capo del governo – ci fanno capire che per il pieno rientro alla normalità sono occorsi molti anni, ma bisogna dare certezze ai cittadini”. Non solo: “Bisogna tenere conto – ha aggiunto Monti nel suo intervento – che il sisma ha colpito il centro storico dell’Aquila, e che questa è la terribile specificità del terremoto del 6 aprile 2009. Fatta eccezione per i terremoti di Messina e Reggio Calabria – ha precisato il premier – mai un sisma ha colpito così duramente, ha devastato un centro istituzionale e culturale”.

L’incredulità del Professore – “Scortato” da molte delle personalità istituzionali del luogo, tra cui il sindaco Massimo Cialente, il Professore ha anche effettuato un sopralluogo delle zone devastate dal terremoto: “La visita che ho fatto – ha notato – condensa la tragedia e la sofferenza che la Casa dello studente ben immortala, con la grande voglia di futuro, di ricostruire”. E proprio davanti alla struttura nella quale hanno trovato la morte 8 giovani universitari, il premier ha voluto sostare per qualche minuto. Interpellato poi dai cronisti che gli hanno chiesto se pensava di trovare l’Aquila in questo stato: “No, devo dire di no”, ha ammesso il premier.

Maria Saporito