Riforma lavoro, Alfano tifa Fornero: Forza Elsa

Che la riforma del mercato del lavoro rappresenti il nodo più spinoso sottoposto alla nuova squadra di governo, è fatto unanimemente riconosciuto. Alla vigilia della settimana che potrebbe portare alla conclusione delle trattative (nonostante i pareri discordanti del governo e delle parti sociali), a dire la loro sono stati i tre leader politici impegnati a garantire i numeri (parlamentari) che permettono la “permanenza” dei tecnici alla guida del paese. E se il segretario del Pdl, Angelino Alfano, si è lasciato andare a un entusiastico: “Forza Elsa“, riferito alla responsabile del Welfare, più tiepidi sono stati, invece, i commenti di Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini.

Alfano: Forza Elsa! – “La riforma dell’articolo 18 la stavamo facendo noi 10 anni fa, ma sono state portate in piazza un milione di persone”. Intervenuto ieri al Convegno milanese di Confindustria, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, è partito da questa secca annotazione storica per rimarcare il sostegno della sua parte politica alla “lotta” ingaggiata dal governo in materia di lavoro. Di più: “C’è una forza sempre più vasta e trasversale – ha spiegato alla platea degli industriali Alfano – una ‘Forza Elsa’. Per cui io le dico: abbi coraggio! Più riforme fai, più riforme porterai avanti, più sostegno avrai da tutti”.

Al fianco delle pmi – Un tifo da stadio per il ministro del Lavoro, alla quale l’ex Guardasigilli ha anche ricordato: “Questa sarà la riforma su cui saremo più giudicati. Tutti i mercati internazionali credono che questa sarà la vera svolta dell’Italia”. L’entusiasmo del pidiellino si è però ridimensionato nel passaggio in cui ha formalizzato la sua unica richiesta al governo: “Chiediamo che non ci sia sulle spalle delle piccole e medie imprese un costo troppo alto per questa riforma – ha scandito – Mi riferisco soprattutto al costo del lavoro: stiamo dalla parte delle pmi che non possono sopportare un costo del lavoro più alto, che toglierebbe competitività e occupazione”.

Il niet di Bersani sull’articolo 18 – Ma al di là delle Alpi la musica cambia. Interpellato sulla probabile modifica dell’articolo 18, il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, in trasferta ieri a Parigi per la convention dei progressisti, ha infatti osservato: “E’ pazzesco pensare di attaccare i pilastri delle tutele dell’articolo 18. E’ assurdo, non serve a niente. Si può organizzare una manutenzione di quell’articolo, ispirandosi a qualche altra esperienza”.

Il cauto ottimismo dei centristi – E il parere del leader dell‘Udc sulle faticose trattative giunte al rush finale? Da Pier Ferdinando Casini, una dichiarazione all’insegna della cautela: “Bisogna essere molto attenti e molto rigorosi nel dare per acquisito un accordo che ancora è difficile da raggiungere. Ma sono ottimista”, ha puntualizzato il centrista.

Maria Saporito