India, nuovo ultimatum dei ribelli per il rilascio dei due italiani rapiti

Altro tempo – Dopo essere rimasti in silenzio per diverse ore al termine dell’ultimatum, i ribelli maoisti sono tornati a farsi sentire, proclamando un rinvio dello stesso ultimatum a domani sera. Resta così ancora in bilico la sorte dei due italiani rapiti in India, il tour operator Paolo Bosusco, 57 anni, e il medico e missionario laico Claudio Colangelo, 71 anni, che nella mattinata del 14 marzo sono stati prelevati da un gruppo di ribelli nello Stato dell’Orissa.

I ribelli hanno comunque accettato, almeno parzialmente, le offerte di dialogo del governo indiano, nominando tre intermediari e ordinando il cessate il fuoco unilaterale nella regione; è stato inoltre consegnato al Governatore dell’Orissa un documento contenente le tredici richieste che dovranno essere esaudite per far sì che i nosatri due connazionali vengano liberati. Tra le condizioni poste dai maoisti c’è il divieto per i turisti di entrare nella regione, e la liberazione dei tre leader del movimento, ora in carcere.

Cauto ottimismo – Sia la dipomazia indiana che quella italiana sono in movimento per riportare la situazione sotto controllo: gli uomini governativi indiani hanno dichiarato di aver intensificato gli sofrzi per ottenere la liberazione di Bosusco e Colangelo, mentre la squadra italiana è guidata da Claudio Taffuri, capo dell’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri, e Joel Melchiori, console generale del nostro Paese a Nuova Delhi, che sta lavorando sul posto e si è detto fiducioso sul buon esito delle trattative. Deciso il contributo anche del titolare della Farnesina Giulio Terzi, che ha contattato telefonicamente il suo omologo indiano, S.M. Krishna, il quale gli ha confermato la massima disponibilità sulla questione. Terzi ha rimarcato al collega che tutte le operazioni da parte indiana dovranno avere come obiettivo primario l’incolumità dei due cittadini italiani.

Damiano Cristoforoni