Emiliano e la questione morale nel Pd

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:54

Insieme alla Lombardia, la Regione Puglia sembra essere il “parafulmini” nazionale delle inchieste giudiziarie che tentano di fare luce sui rapporti non sempre trasparenti tra politica e imprenditoria. A capitolare recentemente è stato anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano, finito nell’occhio del ciclone per i presunti rapporti preferenziali con gli imprenditori pugliesi Degennaro, che lo avrebbero omaggiato di pesce in quantità industriale e di altri presenti per favorire gli interessi della loro impresa negli appalti banditi dal Comune. Una storia ancora da chiarire, con il sindaco Emiliano (non indagato) che ha già recitato pubblicamente il mea culpa e il Pd in evidente imbarazzo.

Blasi all’attacco di Emiliano – Che la vicenda che ha coinvolto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, abbia messo in difficoltà il partito guidato da Pier Luigi Bersani lo si può ben capire leggendo le dichiarazioni di segno opposto consegnate, nell’arco ristretto di 24 ore, dal segretario regionale del Pd in Puglia, Sergio Blasi. All’indomani delle indiscrezioni che denunciavano l'”amicizia pericolosa” tra il primo cittadino e gli imprenditori Degennaro, Blasi aveva, infatti, detto: “Basta con l’ipocrisia, più pelosa delle cozze. Emiliano era diventato la maschera di gruppi di interesse“.

Cambio di passo – Una condanna severa, a cui aveva fatto il paio anche la dichiarazione del “dalemiano” Nicola Latorre, che aveva chiesto a Emiliano di fare un passo indietro nel caso in cui la magistratura avesse accertato un suo coinvolgimento nelle indagini in corso. Ma a fare retromarcia è stato lo stesso Sergio Blasi: “Ho incontrato stamane il sindaco di Bari Michele Emiliano – ha scritto ieri in una nota – A lui ho manifestato il mio apprezzamento per le scuse fatte alla città e per aver riconosciuto che sul piano politico alcuni ‘rapporti stretti’, come lui stesso li ha definiti, hanno prodotto errori e sottovalutazioni”.

Fiducia ritrovata – “Mi sento di riconfermare la fiducia sull’onestà personale di Emiliano – ha aggiunto il segretario del Pd pugliese – e il mio sostegno unito a quello di tutto il Pd per impedire che una vicenda, pur significativa, possa oscurare l’opera di modernizzazione e di cambiamento che ha fatto della città di Bari un positivo riferimento nel panorama delle città metropolitane d’Italia”.

La posizione di Boccia – Un “testacoda” che ha contribuito a incrementare la confusione intorno alla vicenda del primo cittadino di Bari, che – da ex magistrato – starebbe fornendo spontaneamente la sua collaborazione agli inquirenti nella speranza di allontanare da sé le accuse paventate da alcuni testimoni. Ma le voci all’interno del Pd non intonano tutte la stessa nota: “Un uomo politico deve parlare con tutti gli imprenditori e i lavoratori – ha spiegato Francesco Boccia – io ho fatto dell’etica e della legalità le mie ragioni di impegno politico e rivendico il fatto che parlavo e parlo con tutti coloro con i quali devo confrontarmi per le ragioni del mio impegno. La differenza in chi fa politica e ha relazioni con imprese e lavoratori – ha precisato – sta tra chi si fa dare la linea e chi dà una linea e dice anche tanti no“.

Redde rationem in corso – “Nel Pd pugliese – ha affondato il democratico – è in atto una resa dei conti, in un partito che si è svenduto politicamente nel 2005 a Vendola, come hanno raccontato anche le inchieste giudiziarie che hanno toccato il Pd negli ultimi anni”. “Il Pd metta sul tavolo nomi e cognomi di tutti gli uomini indicati nelle istituzioni, aziende pubbliche, nelle corsie degli ospedali e nelle discariche – ha tagliato corto Boccia – Così finalmente potremmo fare un’assemblea politica su questi sette anni di governo regionale in Puglia”.

L’incoraggiamento di Bersani – Uno scambio di veleni che rischia di “contagiare” la segreteria nazionale, che sul “caso Emiliano” ha finora mantenuto il massimo riservo. Fino al presunto messaggino che il segretario Pier Luigi Bersani avrebbe mandato nelle scorse ore al sindaco barese in segno di solidarietà: “Togli i peli alle cozze e tira avanti“, avrebbe digitato Bersani sulla sua tastiera, dopo aver composto il numero di Michele Emiliano.

Maria Saporito