India, ostaggi italiani: ultimatum maoista con 13 richieste ardite

Cessate il fuoco maoista. – Scade stasera il nuovo ultimatum dei guerriglieri maoisti che tengono in ostaggio da mercoledì scorso il romano Claudio Colangelo ed il torinese Paolo Brusco.  Il precedente ultimatum, che scadeva domenica, è stato modificato con una proroga che ha concesso due giorni in più. I due italiani sono stati rapiti nello Stato dell’Orissa, sotto controllo indiano. E’ stato annunciato il cessate il fuoco unilaterale da parte dei ribelli, e sono stati indicati mediatori indiani: Narayan Sanyal, Dandapani Mohanty, e Biswapriya Kanungo. Quest’ultimo è un avvocato ed è noto come  attivista di diverse battaglie per i diritti umani. I primi due sono maoisti non nuovi a questo genere di ricatto. L’ultimatum, che scade nella serata di oggi prevede tredici richieste dei maoisti che dovranno esser soddisfatte.

 

L’ultimatum: punti e richieste. – La principale richiesta presente nell’ultimatum dei maoisti che scade stasera è la liberazione di tre dei loro  leader. Si tratta di tre membri del Pci maoista:  Gananath Patra, Subhashree Panda (una donna: la moglie del leader maoista dello Stato dell’ Orissa, Sabyasachi Panda), e Junus Pradhan. Altra richiesta è il divieto di ingresso per turisti e stranieri in genere nelle zone tribali maoiste e la mediazione italiana sul governo locale perché venga istituita una zona di transito sicura per i guerriglieri. Come si vede, lo spirito delle richieste costituisce in qualche punto condizioni di improbabile realizzazione da parte di uno Stato democratico occidentale. Questo rende spinosa e  molto pericolante la situazione.

Sforzi diplomatici congiunti, e manifestazioni popolari in India. – L’esistenza del documento contenente le tredici richieste è stata confermata dal Primo ministro indiano  Naveen Patnaik, e che questo ultimatum è stato firmato anche dal segretario del Pc maoista in Orissa, Sunil. Il governo indiano è al lavoro in sforzo congiunto con l’Ambasciata italiana per espletare ogni funzione mediatrice, e sta analizzando più da vicino la lettera. Di comune accordo si assicura che le autorità indiane ed italiane stanno cooperando in queste ore lavorando continuamente per risolvere la criticità attraverso qualche fattibile soluzione. Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro degli Esteri dell’attuale governo Monti, al telefono con Krishna, suo collega presso il governo indiano, ha espresso la priorità da dare, sopra ogni altro provvedimento, all’incolumità dei due italiani prigionieri del Pc maoista. Krishna si è detto ben favorevole ad accogliere questi auspici, e ha garantito l’impegno comune alla loro realizzazione.

Intanto, lo stesso popolo indiano solidarizza con i due ostaggi italiani, attraverso manifestazioni e marce pubbliche nello Stato di Orissa, alle quali stanno partecipando persone di ogni religione ed estrazione sociale, oltre ad alcune associazioni di categoria dei giornalisti e degli avvocati indiani.

 

Sandra Korshenrich