Tangenti a Milano, indagato anche l’assessore La Russa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:37

Indagato La Russa – Il fratello dell’ex Ministro Ignazio La Russa è solo l’ultimo degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti che sta scuotendo il Pirellone.
Sono stato indagato per una vicenda che riguarda i manifesti per la campagna elettorale della Provincia di Vercelli… una cosa da ridere“, ha sboccato l’assessore alla sicurezza.
Ho appreso di essere indagato per finanziamento illecito al Pdl perchè un dirigente del partito, l’imprenditore Luca Ruffino, componente del coordinamento regionale Pdl, mi avrebbe aiutato sobbarcandosi il costo di qualche mio manifesto per un totale di meno di 5.000 euro divisi in due campagne elettorali, una delle quali a Vercelli, dove ero candidato di ‘servizio’ nel collegio ultimo in graduatoria“.
La Russa poi parla di errore in buona fede: “Verificherò se è stato commesso da parte mia o dal mio committente elettorale che seguiva la mia propaganda. Qualche errore tecnico che ha consentito questa indagine, ma è subito evidente che il tutto si ridurrebbe al fatto di non aver scritto nell’apposita dichiarazione il modestissimo contributo elettorale come previsto e consentito dalla legge“.

Secondo la Procura – Le indagini della Procura di Milano si riferiscono alle scorse campagne elettorali per la corsa al Pirellone del 2010 e per le provinciali a Vercelli l’anno scorso. Ed è in queste occasioni quindi che ci sarebbero stati finanziamenti illeciti per circa 10mila euro. Per quanto riguarda il reato di turbativa d’asta, sono molti gli episodi contestati. Per i pm, Osnato e Serati avrebbero impartito ai cinque amministratori di plessi condominiali disposizioni per dividere gli appalti in modo da eludere la soglia comunitaria di 193mila euro necessaria per indire gare di evidenza pubblica. E quindi fra il 2009 e il 2011, sarebbero stati affidati lavori per il verde pubblico e la pulizia dei condomini alle aziende fornitrici tramite appalti diretti per oltre 3 milioni e mezzo di euro, con una considerevole lievitazione dei costi.

Formigoni: Non è condanna – Il presidente della Regione Lombardia è intervenuto nella vicenda ricordando che un avviso di garanzia non rappresenta una condanna. “Nessun atto della giunta regionale è messo in discussione. Ognuno è chiamato a rispondere dei propri atti“.

Matteo Oliviero

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