Diritti umani calpestati nei Territori palestinesi occupati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:05

Occupazione antidemocratica. A 45 anni dall’occupazione militare israeliana sui territori palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, continuano, imperterrite, le sistematiche violazioni dei diritti umani e i soprusi anche ai danni dei più deboli, i bambini.

Omicidi sistematici. Il rapporto annuale, dell’associazione B’Tselem, sui diritti umani nei Territori occupati, denuncia l’ingente numero dei palestinesi uccisi dalla forze armate israeliane nel corso del 2011: 115 per l’esattezza, di cui 18 minorenni. Dal documento si evince quanto sia aumentato il numero degli omicidi nei Territori occupati rispetto al 2010, in cui si erano contati 68 palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza e 12 in Cisgiordania. Ciò che risulta davvero preoccupante, è il fatto che quasi la metà degli omicidi, 47 per essere precisi, non sono avvenuti durante situazioni di conflitto.

La sentenza. Ad aggravare la situazione, il fatto che è in vigore, da più di dieci anni, una sentenza dell’Alta corte militare israeliana secondo cui l’uccisione di un palestinese nella Striscia, ad opera di un soldato israeliano, non determina in automatico l’apertura di un’inchiesta. Ciò ha comportato colpevoli negligenze per quanto concerne le indagini sui decessi di cittadini palestinesi ad opera delle forze di occupazione, indagini che «rimangono l’eccezione piuttosto che la regola».

Occhi bendati. Nel rapporto della ONG, vengono sottolineate le «gravi mancanze» della magistratura israeliana che «non investiga in maniera appropriata sugli attacchi dei coloni ai danni della popolazione palestinese». In effetti, su 352 denunce di violazione dei diritti umani nei Territori occupati, sono state aperte inchieste solo su 250 e non di più di 29 si sono concluse con un rinvio a giudizio.

Giovanna Fraccalvieri

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