Italiani rapiti in India, i maoisti trattano il rilascio di un ostaggio

Condizioni – Svolta positiva nel caso che sta tenendo l’Italia con il fiato sospeso da una settimana: a poco più di ventiquattro ore dallo scadere dell’ultimatum, i ribelli maoisti autori del sequestro di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo hanno offerto la liberazione di uno degli ostaggi, in cambio della realizzazione di due delle tredici richieste poste al Governo indiano.
La notizia si è diffusa grazie a un comunicato audio dei ribelli trasmesso dai principali media nazionali: “Uno degli italiani presi in ostaggio sara’ liberato anche prima di avviare i negoziati se il governo accetta due delle nostre richieste” dice la voce nell’audiomessaggio; dalle informazioni trapelate si apprende che le condizioni di cui parlano i sequestratori riguardarebbero la liberazione di cinque guerriglieri affiliati al gruppo, e la scarcerazione della moglie del leader maoista Sabyasachi Panda.

Trattative – Secondo un’altra tesi, i guerriglieri avrebbero invece posto come condizione per il rilascio la fine di “Green Hunt”, programma del governo di Nuova Delhi che si oppone alla guerriglia tribale, tra cui rientra anche quella maoista.
Quello che invece pare essere stato accertato è il luogo dove sarebbero imprigionati Bosusco e Colangelo, cioè il distretto di Kandhamal, probabilmente all’interno della giungla. In ogni caso, la diplomazia indiana e la task force diplomatica nostrana sta cercando di accelerare i tempi al massimo, perchè allo scadere dell’ultimatum è verosimile che i due italiani siano ceduti ad un altro gruppo terroristico.

Damiano Cristoforoni