Nessuna attenuante per Mulé, l’omicida del gioco erotico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:21

Omicidio preterintenzionaleSoter Mulé, l’ingegnere di 44 anni indagato per la morte di Paola Caputo, 23 anni, avvenuta nel garage di un palazzo la notte tra il 9 e il 10 giugno del 2011, mentre praticava un gioco erotico estremo di origine giapponese, chiamato shibari, una delle tante tecniche del bondage, rischia di essere condannato per omicidio preterintenzionale e lesioni gravi.

La richiesta del gip – Il gip aveva chiuso la prima inchiesta con l’accusa di omicidio colposo a causa del consenso alla pratica erotica fornito dalle due ragazze, accusa riconfermata anche dal tribunale del Riesame. Secondo l’accusa invece il gioco erotico è da considerarsi illecito, altrimenti non sarebbe stato necessario un consenso scritto delle due vittime né la presenza di strumenti utili a soccorrere i partecipanti in caso di emergenza.

Indagini chiuse – Per il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Maria Letizia Golfieri il reato da contestare a Mulé è di omicidio preterintenzionale per la morte di Paola Caputo e di lesioni gravi per aver fatto finire in coma l’altra partecipante alla pratica erotica, chiudendo quindi le indagini. Ora gli avvocati della difesa hanno a disposizione venti giorni per presentare documenti integrativi che possano in qualche modo alleggerire la posizione dell’imputato o chiedere un nuovo interrogatorio con elementi che riescano ad attenuare l’accusa a suo carico.

Marta Lock