Tolosa, finisce il dramma: il killer si uccide durante il blitz

L’ultima vittima – E’ finita con un salto nel vuoto, al termine di un assedio durato oltre trenta ore, la resistenza di Mohammed Merah, che fino all’ultimo istante ha rifiutato di arrendersi, preferendo lanciarsi dalla finestra dell’appartamento dove si era rifugiato, e morendo con le armi in pugno, come aveva annunciato di voler fare.

Nella giornata di ieri, i Raid (i corpi speciali francesi) avevano tentato a lungo di negoziare con Merah, che più volte si era mostrato disponibile alla resa, salvo poi ritrattare. Dopo l’ultimo dietrofront, avvenuto alle 22.45, il ventiquattrenne franco-algerino ha adottato un atteggiamento di chiusura, ha riferito il Ministro degli Interni Claude Guèant, che ha seguito l’evolversi della vicenda dalla prima linea delle forze dell’ordine . Le teste di cuoio hanno allora iniziato a preparare il blitz, facendo esplodere ordigni stordenti con l’intento di sfiancare i nervi del killer. L’assalto vero e proprio è partito intorno alle dieci di questa mattina: Merah aspettava i militari barricato in bagno, e al loro arrivo ha aperto violentemente il fuoco. Alla risposta degli agenti, si è avvicinato alla finestra e si è lanciato nel vuoto, continuando a sparare. Il suo corpo è stato ritrovato al suolo, privo di vita.

Fine di un incubo – Si concludono così due settimane da incubo per tutta la Francia, con un totale di otto vittime, compreso Merah, e di tre militari feriti durante l’irruzione, di cui uno sembra essere in gravi condizioni. Il presidente Nicolas Sarkozy, che nelle ultime ore aveva sempre chiesto di catturare Merah vivo, si è congratulato con le forze dell’ordine tutte per il lavoro svolto, mentre il suo Ministro degli Esteri, Alain Juppè, ha definito “ignobile” il tentativo di alcuni candidati (Hollande e Bayrou) di attribuire ai toni della campagna elettorale di Sarkozy un’influenza sui gesti del giovane franco-algerino.

Merah, a rigor di legge, rimane ancora un semplice sospettato per gli omicidi delle ultime settimane; si tratta comunque di una mera formalità, in quanto lo stesso estremista ha rivendicato tutte le morti per cui è sospettato, e sono da attribuire a lui lo scooter e la videocamera ritrovati, che sono stati utilizzati dal killer per i suoi delitti.

Damiano Cristoforoni