Ashton: Ricordare tutti i minori assassinati. Ma Israele è indignato

Non dimenticare. Il responsabile Esteri dell’Unione Europea, Catherine Ashton, in seguito all’attentato nella scuola ebraica di Tolosa, in Francia, aveva manifestato il suo cordoglio per tutti i bambini vittime della violenza, con queste parole: «In giorni come questo, vengono alla mente i bambini e i ragazzi assassinati orribilmente a Tolosa, in Norvegia, in Siria, nella Striscia di Gaza e altrove. Tutti i ragazzi che perdono la vita in circostanze simili sono degni di essere ricordati».

“Offesi”. Alle parole della Ashton, il ministro degli Esteri di Israele, Lieberman, ha reagito definendole «un paragone oltraggioso» e il ministro dell’Interno, Eli Yishai, ha perfino chiesto le dimissioni della responsabile Esteri per l’UE. Sulla questione è intervenuto anche il premier di Israele, Benjamin Netanyahu, che ha dichiarato di esere adirato di fronte all’accostamento tra un massacro deliberato, quello avvenuto nella scuola di Tolosa, e le conseguenze di operazioni militari israeliane di natura difensiva.

Bambini di guerra. Ma è davvero così vergognoso commemorare nel giorno di lutto per le vittime di Tolosa, altri minori morti in circostanze tragiche? La Ashton ha risposto al governo israeliano dicendo che le sue parole sono state fraintese e affermando che si rivolgeva a tutti i bambini nel mondo, senza voler fare alcun paragone tra il massacro di Tolosa e la situazione a Gaza. L’intervento del leader europeo,  in realtà, merita un plauso! Perché, infatti, non avrebbe dovuto fare alcun riferimento ai minori morti nella Territori occupati, se si considera che i bambini e i giovani palestinesi sono le prime vittime del conflitto arbo-israeliano?

 Giovanna Fraccalvieri