Si suicida in carcere l’assassino di Parma

Follia omicida – I fatti risalgono al 2008, e Stefano Rossi in preda a un raptus omicida aveva prima ucciso con decine di coltellate una studentessa di 17 anni, in un parco di Felino, località in provincia di Parma, poi, dopo poche ore, aveva sparato un colpo di pistola a un tassista uccidendo anche lui.

La condanna – A febbraio del 2011 il pluriomicida era stato definitivamente condannato dalla Cassazione a scontare l’ergastolo con isolamento diurno per la durata di due anni. La sentenza della Corte era stata causata dalla brutalità con la quale Rossi aveva ucciso la ragazza 17enne solo per averlo respinto, infatti l’aveva attirata nel parco con una scusa e si era presentato armato di una pistola, un coltello e un nunchaku, arma orientale formata da due bastoni uniti da una catena. Prima aveva tentato di soffocare la vittima, poi l’aveva accoltellata al cuore, e, dopo averla uccisa, aveva continuato a infierire sul suo corpo con 47 coltellate, dopodiché le aveva riempito il volto di sputi.

Il tentativo di fuga – Poi, una volta giunto a Parma sull’auto di un amico, accusato successivamente di favoreggiamento, aveva chiamato un taxi uccidendo con un solo colpo di pistola il tassista per rubargli la vettura. L’avvocato difensore dell’uomo aveva chiesto più volte che gli venisse riconosciuta la seminfermità mentale, sempre rifiutata dai giudici dei vari appelli. Oggi Rossi si è suicidato impiccandosi nel carcere della Burla nella quale era detenuto. 

Marta Lock