Dal Cdm via libera al ddl sul lavoro

Dopo quasi 5 ore di discussione, il Cdm convocato ieri a Palazzo Chigi per discutere della riforma del mercato del lavoro ha deciso di approvare il testo “salvo intese”. Il provvedimento approderà alle Camere nella forma del disegno di legge, consentendo così un dibattito parlamentare ampio e articolato tra le forze politiche. Alla parziale soddisfazione dei democratici ha fatto da contraltare la delusione del Pdl (che avrebbe preferito uno strumento più incisivo), mentre commenti favorevoli sono giunti dai segretari di Cisl e Uil.

La delusione del Pdl – La riforma del mercato del lavoro messa a punto da Elsa Fornero è stata approvata ieri in Cdm “salvo intese”. Il testo, cioè, potrebbe subire ulteriori modifiche ancora prima di arrivare alle Camere dove sarà sottoposta all’analisi dei parlamentari nella forma di ddl. Un’opzione, quest’ultima, che ha provocato reazioni contrastanti, con il Pdl sostanzialmente deluso, come certificato dall’ex ministro Maurizio Sacconi che ha parlato di “resa ai veti ideologici“.

Aperture sull’articolo 18? – Intanto dalla responsabile del Welfare è giunta ieri l’ennesima rassicurazione sul tema caldo dei licenziamenti: “Gli effetti delle misure contenute nella riforma – ha spiegato Elsa Fornero – saranno periodicamente monitorati e valutati”. Non solo: stando ai beninformati, sull’articolo 18 si sarebbe già registrata qualche apertura perché se il licenziamento economico (per il quale è previsto solo un indennizzo) dovesse essere ritenuto “strumentale” dal giudice, potrebbe portare al reintegro del lavoratore.

La reazione dei sindacati – “Il governo ha deciso un disegno di legge e questa è una buona notizia – ha commentato ieri a caldo il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni – perché avremo tutto il tempo per affrontare il problema. Faremo un’azione di lobbying sul Parlamento perché si trovino soluzioni più vantaggiose per i lavoratori”. Sulla stessa linea la dichiarazione del leader della Uil, Luigi Angeletti: “Il provvedimento – ha detto – sposta il luogo della discussione in Parlamento, quindi probabilmente avremo più ascolto di quanto ne abbiamo avuto con il governo sino ad ora”. E la Cgil? Dalla Camusso solo un “cinguettio” su Twitter: “Il governo ha optato per un disegno di legge perché costretto dal dibattito aperto nel paese – ha tagliato corto la sindacalista – La smetta di dire che impedirà gli abusi. Per evitarli c’è solo il reintegro“.

Maria Saporito