Olanda: castrazione minorile punitiva della Chiesa cattolica

I crimini sommersi della Chiesa – Il 17 marzo il giornale olandese NRC Handelsblad, uno dei più letti in tutta l’Olanda, ha pubblicato dei fatti scandalosi avvenuti negli anni ’50. Un articolo di Joep Dohmen ha reso nota la notizia in cui la Chiesa cattolica viene accusata di aver organizzato la castrazione di migliaia ragazzi, per lo più minorenni, per “curarli” dall’omosessualità o come punizione.

Il caso di Heithuis – Il caso testimonianza è quella di un ragazzo che nel 1956 aveva 20 anni (in Olanda legalmente ancora minorenne), Henk Heithuis. La storia di Heithuis è una storia di torture: prima è stato vittima di abusi in una scuola religiosa nell’Olanda orientale e, per averne parlato alla polizia, è stato rinchiuso dalla Chiesa in un ospedale psichiatrico e castrato chirurgicamente come punizione. Heithuis morì nel 1958 in un incidente stradale e alcuni monaci vennero condannati per gli abusi sessuali, ma la storia della sua castrazione non emerse mai fino a pochi mesi fa.

 Gli altri casi – Ci sono molte altre testimonianze di ragazzi che negli anni ’50 sono stati castrati come punizione per aver denunciato abusi sessuali da personale della chiesa cattolica, o per essere “curati” dall’omosessualità. Alla luce di queste nuove testimonianze il governo olandese ha deciso oggi di riaprire il caso. L’inchiesta ufficiale promossa dalla stessa Chiesa cattolica sui casi di pedofilia nel secondo dopoguerra, non menzionano i migliaia di casi di castrazione chirurgica e di abusi sui minori. Diverse associazioni di attivisti hanno criticato l’operato della commissione di inchiesta per aver tralasciato questi crimini e hanno accusato i politici cattolici di voler coprire alcune persone.

Michela Santini