F1, Malesia: vittoria capolavoro di Alonso. Stupisce Perez 2°

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:02

F1, magico Alonso – Emozioni incredibile nella calda Malesia. Il ballerino clima equatoriale della zona ha deciso di ridare importanza al talento del singolo pilota, presentando quei temutissimi scrosci di pioggia e cambiando completamente l’aspetto della gara. La griglia di partenza è stata subito modificata dopo appena nove giri, con i commissari costretti a sventolare bandiera rossa per l’incredibile acquazzone che ha allagato in pochi minuti la pista. Un ora di infinita attesa per poi riprendere le procedure di partenza, dando il via all’incredibile risalita della coppia Alonso-Perez. Lo spagnolo della Ferrari ha saputo sfruttare meglio di tutti le gomme intermedie, siglando giri record a ripetizione sino ad issarsi in testa con un, poi preziosissimo, divario di sette secondi dal sorprendente Perez su Sauber. Il difficile però è arrivato non appena la pista ha cominciato ad asciugarsi, con il giovane Sergio sempre più veloce ed in grado di ridurre il distacco dal leader. Fernando non ha potuto difendersi visto le evidente lacune tecniche della sua F2012, ma il muretto della rossa ha scelto il momento esatto per il cambio gomme, passando alla mescola più morbida prima del rivale e rinviando il duello nei momenti conclusivi della gara. Già dopo pochi giri il messicano era nuovamente dietro gli scarichi di Fernando, alla ricerca del clamoroso sorpasso. Ma qui l’inesperienza del debuttante si è fatta sentire, portandolo ad un errore in frenata nella terzultima curva e lasciando Alonso libero di concludere gli ultimi quattro giri in (relativa) solitaria.

Gara concitata – E’ una vittoria che da morale a tutti gli uomini di Maranello, con il campione spagnolo addirittura in grado di issarsi momentaneamente in testa alla classifica iridata, davanti ai ben più favoriti piloti Mclaren e Red Bull. Ancora un terzo posto per il poleman Hamilton, penalizzato sia dall’entrata immediata della Safety Car sia dai troppi problemi patiti durante i suoi pit-stop. Ancora più sfortunato Button, perfettamente in grado di replicare la vittoria di sette giorni fa ma autore di un contatto con la HRT di Karthikeyan. Jenson infatti ha sbagliato l’analisi degli spazi, rovinando la sua ala anteriore tanto da dover rientrare per una sosta aggiuntiva. Finito in fondo al gruppo, ha terminando la sua rincorsa in quattordicesima posizione. La migliore Red Bull è quella di Mark Webber, quarto intelligentemente lontano da errori e sbavature, mentre il campione del mondo Vettel non solo non è riuscito a tenere il ritmo del compagno di squadra, ma ha forato la gomma posteriore sinistra proprio negli ultimi giri, precipitando undicesimo senza nessun punto iridato.

Male Massa – Chi invece gli conquista è Kimi Raikkonen, ottimo quinto davanti ad un combattivo Senna. Il finlandese, nonostante le difficilissimi condizioni meteo, tiene alto il marchio della Lotus rimasta anche qui con una sola vettura causa ritiro di Grosjean,  confermando quanto di buono visto in questo fine settimana. Deludente la Mercedes, velocissima in qualifica per poi soffrire il degrado delle gomme, costringendo i suoi due piloti a correre in difesa. Schumacher, nonostante un testacoda nelle concitate fasi iniziali, porta a casa un punto grazie al decimo posto mentre il collega Rosberg viene pian piano surclassato non solo dai protagonisti di questa eccitante gara, ma anche da Vergne della Toro Rosso e Hùlkenberg della Force India, bravi nel sfruttare al meglio il potenziale a disposizione. Prestazione incolore infine per l’altro ferrarista Felipe Massa, trascinato in quindicesima posizione dalle scadenti prestazioni della Ferrari. Proprio per questo il capolavoro di Alonso assume un aspetto ancora più importante, confermando le sue doti da fuoriclasse e tenendo la squadra italiana in lizza per l’iride nonostante vi sia ancora tantissimo lavoro da fare per tornare, stabilmente, nelle prime posizioni. A seguire la classifica finale.

1. Fernando Alonso – Ferrari – 56 giri
2. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +2″2
3. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – +12″3
4. Mark Webber – Red Bull-Renault – +17″6
5. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +29″4
6. Bruno Senna – Williams-Renault – +37″6
7. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +44″4
8. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +6″7
9. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +47″8
10. Michael Schumacher – Mercedes – +49″9
11. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +1’15″5
12. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1’16″8
13. Nico Rosberg – Mercedes – +1’18″5
14. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +1’19″7
15. Felipe Massa – Ferrari – +1’37″3
16. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – +1 giro
17. Timo Glock – Marussia-Cosworth – +1 giro
18. Heikki Kovalainen – Caterham-Cosworth – +1 giro
19. Pastor Maldonado – Williams-Cosworth – +2 giri
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – +2 giri
21. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – +2 giri
22. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – +2 giri

Riccardo Cangini