Donne sfigurate con l’acido: Prima legge “Saving Face”

Vite cancellate. Ogni anno migliaia di donne subiscono una violenza indicibile, sfigurate con l’acido da uomini violenti e possessivi. Donne mercificate, considerate come cose da vendere o da sfruttare. Donne private del proprio volto, della propria identità. Alcune cercano di ricominciare,di dare un nuovo senso alla loro vita, denunciando ciò che hanno subito, per fare in modo che non accada mai più. Altre non ce la fanno e scelgono di abbandonare la vita com’è accaduto, recentemente, alla ex ballerina pakistana Fakhra Younas. 

Non solo numeri. Secondo i dati delle Organizzazioni non governative (ONG), i Paesi maggiormente investiti da tale pratica arcaica e brutale sono, soprattutto, quelli mediorientali e del Sud-Est asiatico. I casi annui sono circa 1.500 e, nel solo Pakistan, le aggressioni denunciate sono circa 100 all’anno considerando, tuttavia, che molte restano nell’ombra.

Legge anti-acido. Qualcosa, però, sta cambiando, probabilmente anche grazie ad un film documentario vincitore di un Premio Oscar, “Saving Face”, che ha denunciato questa tragica realtà. In Pakistan è stata varata una nuova legge, l“Acid and Burn Crime Bill 2012”  che intende garantire un processo equo, combattere l’impunità su tali delitti e inasprire le pene. Il 10 marzo di quest’anno c’è già stata una prima incriminazione di un colpevole con la nuova legge. Le Ong, inoltre, si stanno battendo per assicurare maggiore protezione per le vittime, che andranno sostenute anche nella riabilitazione.

Giovanna Fraccalvieri