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Lavoro, Bersani prova a riunire il Pd: No alle 100 voci. La legge va cambiata

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Bersani riunisce il Pd – Sulla riforma del lavoro il Pd si è dimostrato diviso su più fronti, tra chi appoggia le scelte del governo, chi va contro la riforma e chi vuole cambiarla.
Il segretario, Pierluigi Bersani, ha provato a riportare l’ordine nel partito e a lanciare un avvertimento a Monti: La riforma del lavoro va cambiata.
“Abbiamo una grande responsabilità verso gli italiani, non possiamo venire meno a questa responsabilità: il Pd deve tenere insieme la connessione tra il sostegno convinto al governo che abbiamo voluto e il malumore, l’ansia di tanti cittadini spesso soli davanti alla crisi sociale che non ha dispiegato tutti i suoi effetti. I nostri elettori devono avere chiaro ciò che stiamo facendo, non solo ciò che faremo”, ha ricordato Bersani.
Ma Bersani rassicura anche la tenuta del governo, non ci sono rischi su questo punto: “Abbiamo preso l’impegno di sostenerlo fino al 2013 e intendiamo mantenerlo. Però il Pd vuole portare in porto la riforma, discutendo in parlamento e correggendo le lacune che ci sono. Il riferimento resta, ovvero il modello tedesco garantisce equilibrio tra diritti e coesione sociale. Per questo il Pd fisserà un opportuno presidio sul lavoro, un tavolo con gruppi parlamentari e partito per seguire la riforma e tenere le relazioni con i soggetti sociali. Chiedo a tutti di stare a questo metodo, nelle prossime settimane non servono proposte estemporanee. No a partito con cento voci”.

Stoccata a Berlusconi: Colpa loro – Il segretario del Pd lancia una stoccata all’ex premier e alla Lega, che ora è all’opposizione, ricordando come il governo Monti sia solo costretto ad aumentare le tasse a causa degli errori dei precedenti governi, in particolar modo quello guidato da Tremonti, Bossi, Berlusconi.

Matteo Oliviero