Usa, a rischio la Obamacare: la Corte Suprema giudicherà entro tre giorni

Pilastro – I nove giudici della Corte Suprema americana sono già al lavoro, e il compito assegnato loro è uno dei più impegnativi degli ultimi decenni: dovranno infatti decidere, nell’arco di tre giorni, se convalidare o bocciare l’enorme riforma sanitaria varata da Barack Obama il 23 maggio 2010, la discussa “Obamacare“, che rappresenta tutt’ora il pilastro più importante che abbia fissato in politica interna.

La riforma è stata criticata con asprezza dai repubblicani, e dal popolo conservatore in genere, e in un primo tempo anche i cittadini di fede democratica hanno avuto qualche rimostranza a riguardo. Il Presidente in carica è stato però in grado di calmare relativamente le acque, almeno tra il suo elettorato, fino al recente maxi-ricorso, che rischia di far vacillare l’intera manovra.

Contingenze – L’esposto è infatti stato presentato da ben ventisei Stati, dalla “National Federation of Independent Business”, e sottoscritto da numerosissimi cittadini, e verte principalmente su una voce dell’Obamacare, che obbliga i cittadini americani a dotarsi di una polizza assicurativa entro il 2014, pena una multa. Stando al ricorso, la clausola supera il potere della Costituzione, in quanto sostanzialmente impone alla popolazione un pagamento forzoso per tutta la vita. Gli avvocati della difesa sostengono invece che ogni cittadino avrà prima o poi bisogno di cure mediche, ponendo all’attenzione della Corte che gli Stati Uniti spendono per la sanità circa il 18% del Pil, riducibile attraverso la massiva sottoscrizione di assicurazioni sanitarie.

La Corte, dal canto suo, dovrà lavorare in un clima infuocato, mentre sono in corso le primarie repubblicane, che hanno fatto proprio dell’avversione alla manovra di Obama un  punto di forza comune tra i candidati: qualsiasi sarà la decisione, avrà ripercussioni su tutta la nazione, considerando anche le elezioni presidenziali di novembre. Possibile quindi che i nove giudici decidano di appellarsi ad un vecchio atto legislativo, datato 1867, che vieta di ricorrere contro una “tax law” come l’Obamacare prima che vengano effettivamente comminate le prime sanzioni. Le prime multe non arriveranno prima del 2014, perciò non è da escludere che la Corte decida di lavarsene le mani per altri due anni e attendere climi meno roventi.

Damiano Cristoforoni