Casini e il sogno del “grande centro”

Una “ristrutturazione” politica radicale, volta a scardinare assetti obsoleti e a celebrare nuove convergenze. E’ questa la speranza del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che – ospite ieri di “Romaincontra” – ha rinverdito il sogno di un “partitone” aperto a ogni forma di “moderatismo”. Incalzato dal giornalista Giuliano Ferrara sulla possibilità che Mario Monti scenda in politica ufficialmente dopo il 2013: “Sarebbe autolesionistico e contraddittorio“, ha tagliato corto il centrista.

Si parte da Montezemolo – A sentir parlare Pier Ferdinando Casini torna in mente la riuscita imitazione che di lui propose anni fa Neri Marcorè, che dell’ex presidente della Camera aveva colto il profilo più “piacione”, teso ad attrarre energie differenti verso un “grande centro” comune. Una prospettiva che non sembra distanziarsi troppo da quanto detto ieri dal leader dell’Udc in occasione della kermesse “Romaincontra”: “Montezemolo può venire a dare il suo contributo – ha iniziato Casini – ha messo insieme un gruppo di persone che ragionano e mi auguro che scendano in campo e non restino nel privato”.

Un mix inedito – “Così come mi auguro che personalità del governo Monti siano della partita – ha subito aggiunto il centrista – Le attuali casacche politiche vanno tutte superate. Quindi mi chiedo: perché Enrico Letta e Alfano non militano nello stesso partito? Vedete esacerbate contrapposizioni tra loro, o è solo il frutto della vecchia politica? Così come non vedo differenze tra Fioroni e Fitto – ha insistito il terzopolista – Dopo Monti nulla sarà più come prima. O cogliamo l’occasione per una ristrutturazione oppure – ha spiegato Casini – resteremo in una logica di berlusconismo senza Berlusconi”.

I dubbi sul Monti politico – E interpellato dal direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, sulla possibilità che Mario Monti scelga di continuare il suo impegno in politica dopo la scadenza del 2013: “Monti sta facendo bene il suo lavoro – ha detto il promoter più convinto del premier dentro e fuori il Parlamento – ma il giorno in cui scendesse in campo con una forza politica sua perderebbe quell’aplomb che ha conquistato in questi anni e che il paese gli riconosce. Sarebbe autolesionistico e contraddittorio. Al termine del suo mandato da premier Monti consegnerà le chiavi – ha detto Casini – Vedremo se la politica gliele vorrà ridare il giorno dopo le elezioni“.

Maria Saporito