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Lavoro, vertice di maggioranza. Il Pd apre alla riforma Monti ma con modifiche

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Vertice di maggioranza – Dopo l’approvazione della riforma del lavoro da parte del Consiglio dei Ministri, Monti prima e i sindacati poi hanno gettato la patata bollente nelle mani dei partiti. Dovrà essere il Parlamento, infatti, a modificare o meno il testo.
Per discutere oggi si sono riuniti i principali partiti, Pdl, Pd e Terzo Polo, un vertice a tre da cui dipende il futuro della riforma.
Da Pd, il più critico fin ora tra i tre, fa sapere che entro un mese si potrebbe arrivare ad un’approvazione del testo, ma con le dovute modifiche.
Il Pdl è d’accordo con la riforma firmata Fornero – Monti: “Il Pdl non ha alcuna intenzione di ingaggiare una guerra di religione, per noi è molto più importante la flessibilità in ingresso“, ha fatto sapere Gasparri.

Camusso: Riforma da cambiare in Parlamento – Crediamo che il governo abbia sbagliato a forzare, a voler chiudere la trattativa in questo modo e sarebbe meglio che si rendesse conto che non ha incontrato il consenso nè nel Paese nè tanto meno tra i lavoratori, quindi sarebbe meglio correggere che fare una prova di forza“, ha ricordato il leader della Cgil.
Abbiamo detto – ha proseguito – che chiederemo al Parlamento di intervenire sicuramente sulla reintroduzione del reintegro rispetto al tema dei licenziamenti. Ci riserviamo di vedere il ddl perché non escludiamo che altri punti possano essere suscettibili di modifiche. Per la prima volta si interviene per contenere la precarietà, invece che allargarla. Altro è non sapere che sui singoli punti c’è una necessità di correzione“.

Matteo Oliviero

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